Benvenuti negli Stati Uniti

In America tutto è più grande, alto e imponente: così vuole il cliché. In effetti chi salga per la prima volta in cima all’Empire State Building o percorra una delle highway panoramiche della East Coast non potrà far altro che notarlo: l’America e i suoi superlativi lasciano a bocca aperta. Nelle grandi metropoli come Los Angeles o Miami la vibrante energia di questa nazione multiculturale si può percepire sulla propria pelle. I grandi territori dell’entroterra, ancora oggi scarsamente abitati, racchiudono canyon selvaggi, catene montuose, deserti e grandiosi parchi nazionali, tra bisonti al pascolo e impetuosi torrenti ideali per il rafting. Semplicemente, l’America ha tutto.

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New York

Le tendenze della Big Apple segnalate dagli inviati speciali di Marco Polo. Le mete da non perdere, dove mangiare, dormire, fare shopping e divertirsi a New York.

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STATI UNITI A COLPO D'OCCHIO

“Give me your tired, your poor. Your huddled masses yearning to breathe free”: questo il messaggio che compare alla base della Statua della Libertà, il simbolo forse più celebre al mondo. Inaugurata nel 1886, venne donata dai francesi agli Stati Uniti d’America. Dal centenario della Dichiarazione d’Indipendenza Lady Liberty è ferma al porto, a salutare chi parte e chi torna.

 

Il mutamento ebbe inizio con l’attentato dell’11 settembre 2001. Gli Stati Uniti dichiararono guerra al terrorismo. Che l’operazione avesse portata mondiale fu subito chiaro, in primo luogo ai viaggiatori che da allora devono sottostare a rigidi controlli in aeroporto. La controversa guerra contro l’Afghanistan e l’Iraq, le torture nel carcere di Guantánamo: nell’era Bush successiva al famigerato “9/11” dal punto di vista politico l’America sembrava arrivata in vicolo cieco. Anche l’economia di stato non dava segnali migliori.

 

“Yes, we can”: con questo slogan nel 2008 il democratico Barack Obama fece il suo ingresso nella battaglia elettorale. Era dall’epoca di John F. Kennedy che un candidato alla presidenza degli Stati Uniti non suscitava un tale entusiasmo, sia tra gli elettori in patria sia nel resto del mondo. Obama prometteva il cambiamento, e vinse. Il 4 novembre 2008 venne eletto 44° Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

La bandiera a stelle e strisce campeggia ovunque, anche sulle automobili o nei giardini delle abitazioni in periferia. Gli americani sono orgogliosi della loro terra, un paese a cavallo tra due oceani, con un’estensione di circa 8 milioni di km2 e qualcosa come 300 milioni di abitanti (escludendo l’Alaska e le Hawaii). Le città della East Coast, da Boston a Washington, formano un’unica grande megalopoli. Lo stesso vale per la West Coast, con le città di San Diego, Los Angeles, San Francisco e Oakland. Se rapportato alle dimensioni del paese, stupisce lo scarso numero di altre grandi metropoli: Dallas, Houston, Atlanta, Miami, New Orleans, St. Louis, Chicago, Detroit, Denver e Seattle. Questo significa che la maggior parte degli americani vive in queste zone ad alta densità urbana, oppure nei pochi altri grandi agglomerati. In mezzo domina una grande pianura, a tratti scarsamente popolata.

 

Definirla grande pianura sarebbe riduttivo. In realtà il paesaggio tra i due oceani muta profondamente. Guidando a nord, da est verso ovest e tornando indietro da sud vi troverete di fronte la catena montuosa degli Appalachi, posta quasi parallelamente alla costa atlantica. Si sviluppa dal fiume San Lorenzo quasi fino al Golfo del Messico, su una lunghezza di 2600 km e una larghezza di quasi 600 km. L’autunno in questa zona è una delle stagioni più belle.

 

Quello che vi aspetta a ovest di Chicago e del grande Mississippi si riassume in tre parole: mais, soia, grano. Le strade che attraversano le Grandi Pianure procedono senza una curva: lungo questi rettilinei fiancheggerete interminabili campi coltivati, fino ad arrivare alle Montagne Rocciose. Proseguendo arriverete nello Utah, lo stato dei devoti mormoni, che nella valle del Grande Lago Salato hanno creato una prospera oasi civilizzata.

 

L’autostrada costeggia le scritte al neon di Las Vegas e prosegue nella Sierra Nevada fino a raggiungere la California, lo stato più grande, dinamico, variegato e progressista degli Stati Uniti. Il maggior numero di immigrati, abitanti e parchi nazionali è concentrato in questa zona. Il Golden State, come viene soprannominato lo stato, è tra l’altro il luogo di origine di Internet, il frisbee, Mc Donald’s e i Rollerblades. E non dimentichiamo il grande cinema. Los Angeles è sinonimo di ultime tendenze e naturalmente di Hollywood. Tutt’altro genere San Francisco, la più europea delle città statunitensi, con i suoi edifici vittoriani e un fascino caratteristico. Tra le due città si trova il Big Sur: la highway qui si dipana in serpentine a margine della costa, offrendo viste mozzafiato.

 

Lasciata alle spalle la diversità della California, deviate sulla sinistra, nel deserto. Il deserto del Mojave inizia ai margini di Los Angeles, città dove il rifornimento d’acqua ha un costo non indifferente: la principale centrale idrica consuma la stessa energia di un reattore nucleare. Imperdibile una sosta nella Death Valley, la Valle della Morte: 86 metri sotto il livello del mare, protetta dalla Sierra Nevada, qui le temperature salgono non di rado oltre i 50° C! Altrettanto affascinante, seppur in maniera totalmente diversa, è il vicino Gran Canyon. Da un altopiano ricoperto di boschi vi troverete improvvisamente di fronte a quest’immensa gola, scavata nel corso di milioni di anni dal fiume Colorado.

 

Ci si pente velocemente di aver superato il confini con il Texas. Questo stato per lunghi tratti non è altro che un susseguirsi di polverose praterie, nelle quali più che bestiame si incontrano le gigantesche pompe per l’estrazione di petrolio. Naturalmente è d’obbligo un passaggio a Houston o Dallas. Più pittoresca di queste metropoli dove la crisi petrolifera ha talvolta spopolato interi palazzi di uffici è San Antonio, dove l’atmosfera messicana è già percepibile. New Orleans ha subito una rinascita, da quando nel 2005 fu vittima delle terribili devastazioni dell’uragano Katrina. Ora la città ha riacquistato quella gioia di vivere che l’aveva sempre caratterizzata: i piroscafi scivolano sul Mississippi e dai locali del risuona nuovamente il jazz.

 

Se nel ritorno verso New York farete una sosta un po’ più a sinistra, arriverete nella parte meridionale della catena montuosa degli Appalachi. Blue Ridge Mountains, questo il nome della regione, derivante dal riflesso bluastro delle numerose conifere. Se al contrario, dirigendovi verso nord devierete verso destra, eccovi arrivati nel profondo Sud, l’Old South.

 

A questo punto pensate di aver visto l’intero paese? Nemmeno per sogno, il solo Texas ha una superficie più che doppia rispetto a quella dell’Italia. È meglio che vi togliate dalla testa l’idea di scoprire l’America in un unico viaggio: la strategia migliore è quella di scegliere uno stato e cercare di conoscerlo in maniera un po’ più approfondita, invece di saltellare da un posto all’altro cercando di vedere tutte le mete turistiche d’America. A meno che non vogliate trascorrere tutta la vostra vacanza in autostrada.


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