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Oman, la top list di chi ci vive

Redazione

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Ci sono alcune esperienze che non dovete perdere se volete entrare nello spirito dell’Oman. Le abbiamo selezionate dalla nostra guida, scegliendole tra i migliori consigli di chi vive nel paese.

La Sultan Qaboos Grand Mosque di Muscat. Credits Efired / Shutterstock
La Sultan Qaboos Grand Mosque di Muscat. Credits Efired / Shutterstock
Muscat, omaggio al nuovo

Rendete il dovuto omaggio alla Città Vecchia di Muscat, ma non mancate di esplorare anche gli sviluppi urbani più recenti. Nella parte nuova della città si trovano monumenti molto suggestivi come la Grande Moschea del Sultano Qaboos, che al tramonto regala splendidi. Muscat continua a espandersi e sempre più spesso la città viene ormai considerata come un’area metropolitana.

Cogliere l'Arabia

Per riuscirci una delle cose più facili è sostare in un bel locale tipico per il semplice piacere di guardarsi attorno: seduti al Café Chef A di Mutrah (Al Bahri Rd.) s’impara ad apprezzare l’atmosfera araba e a cogliere i suoi molteplici aspetti. Ancora di più ci riuscirete gustando dell’hummusuna salsa a base di pasta di ceci e semi di sesamo aromatizzata con olio di oliva, aglio, succo di limone e paprica, semi di cumino in polvere e prezzemolo finemente tritato.

Colpo d'occhio di Mutrah, Oman. Credits Mass Media / Shutterstock
Colpo d'occhio di Mutrah, Oman. Credits Mass Media / Shutterstock
A caccia di souvenir a Mutrah

Il Souk al Juma’a di Mutrah è un irresistibile mercato delle pulci, una vera miniera per chi cerca souvenir, oggetti utili, ma anche inutili e semplicemente belli, interessanti o curiosi. Girando per il dedalo delle sue bancarelle avrete l’impressione che in tempo si sia fermato e di trovarvi in un’antica favola araba.

La Royal Opera House di Muscat. Credits Emily Marie Wilson / Shutterstock
La Royal Opera House di Muscat. Credits Emily Marie Wilson / Shutterstock
Invito all'Opera

La Royal Opera House Muscat è il primo teatro dell’opera della Penisola Arabica: ha un’acustica meravigliosa e interni fastosi. I biglietti hanno prezzi accessibili e vi consigliamo di comprarne un paio per aggiungere un tocco di classicità al vostro viaggio.

Dolci in Oman. Credits LanKS / Shutterstock
Dolci in Oman. Credits LanKS / Shutterstock
Dolce e bello

Gli omaniti non amano soltanto i dolci, ma anche le eleganti confezioni regalo. Il piccolo negozio di TmReya a Qurum (Al Nahda St.) offre entrambe le cose, fatte a regola d’arte: acquistate i loro squisiti dolcetti ai datteri, saranno un souvenir ideale.

Sulla spiaggia di Barka. Credits Greta Gabaglio
Sulla spiaggia di Barka. Credits Greta Gabaglio
Immagini piene di vita

Le contrattazioni fervono, gli sguardi sono accesi, ma mai ostili. Con un po’ di abilità si possono scattare foto stupende al mercato del pesce sulla spiaggia di Barka, dove il rituale della giornata di ripete identico da millenni.

Il forte di Bahla. Credits Elesi / Shutterstock
Il forte di Bahla. Credits Elesi / Shutterstock
Spettacolo di luce

Una fortezza vuota può sembrare un luogo desolato. Sarà ancora più sorprendente quindi l’accesso all’imponente e luminoso cortile della qasaba nel Forte di Bahla. È un bello spettacolo, non solo per i turisti, perché vi assiste anche la gente del posto!

Il Wadi Nakhar in Oman. Credits Smaks K / Shutterstock
Il Wadi Nakhar in Oman. Credits Smaks K / Shutterstock
Panorami indimentiabili

La vista dalle case abbandonate costruite lungo la ripida parete di roccia sopra il Wadi Nakhar, il “Grand Canyon“ dell’Oman, è semplicemente mozzafiato. Il Nakhar è considerato il “Grand Canyon“ dell’Oman, e i suoi strati di roccia risalgono fino a 600 milioni di anni fa.

Le dune del Rub al Khali. Credits Sergey Gordienko / Shutterstock
Le dune del Rub al Khali. Credits Sergey Gordienko / Shutterstock
Giochi cromatici al tramonto 

Nella quiete della sera le dune del Rub al Khali, il più grande deserto di sabbia del pianeta, si tingono di arancione: pura magia! Il nome non potrebbe essere più evocativo: Rub al Khali significa “Quarto Vuoto“ e allude al deserto di sabbia più grande del mondo, una superficie di 650.000 km² dove in effetti non c’è quasi nulla.

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