Idee di viaggio

Roma segreta: otto luoghi da scoprire lontano dalle folle

Marina Fiorletta

Marina Fiorletta

I monumenti e i musei di Roma sono famosissimi e amati in tutto il mondo, ma la città custodisce tanti luoghi meno conosciuti, dove la storia emerge al di fuori dai percorsi turistici più battuti. Già nel XII secolo la guida Mirabilia Urbis Romae raccoglieva racconti e curiosità sulle rovine antiche, i templi e le terme della città. Nei secoli successivi, il richiamo del Grand Tour trasformò Roma in una tappa imprescindibile per viaggiatori, artisti e scrittori. 

Detto questo, anche chi conosce bene Roma può avere voglia di esplorarne un volto diverso, al di là dei monumenti più celebri e dei percorsi turistici. Tra giardini nascosti, palazzi storici e strade silenziose si svela un'altra Roma, dove il passato non è conservato nei musei, ma continua a vivere nei luoghi e nelle atmosfere della città.

Un vialetto dell'Orto Botanico. Credits ValerioMei / Shutterstock
Un vialetto dell'Orto Botanico. Credits ValerioMei / Shutterstock
L'Orto Botanico: un'oasi verde sopra Trastevere

Alle pendici del Gianicolo, l'Orto Botanico di Roma occupa quello che un tempo era il parco di una residenza nobiliare. Oggi gestito dall'Università La Sapienza, offre un rifugio tranquillo tra piante rare, fiori esotici e alberi secolari. I sentieri attraversano giardini terrazzati e toccano fontane e statue, mentre il richiamo dei pappagalli selvatici accompagna la passeggiata.

Tra le palme si trova anche il giardino dei semplici, dedicato alle piante medicinali, che conserva un'atmosfera quasi sospesa nel tempo. Risalendo fino all'uscita superiore si raggiunge la zona di San Pietro in Montorio, da cui si apre una splendida vista sui tetti e sulle cupole di Roma. Nei dintorni, ville, ambasciate e antichi edifici raccontano pagine poco note della storia cittadina, legate all'accoglienza e al rifugio offerto a perseguitati e prigionieri durante la Seconda guerra mondiale.

La Centrale Montemartini: l'incontro tra l'antichità e l'archeologia industriale

Nel quartiere Ostiense, una vecchia centrale elettrica è diventata uno degli spazi museali più sorprendenti della capitale. La Centrale Montemartini, inaugurata come museo nel 1997 dopo una mostra dedicata al rapporto tra macchine e divinità, ospita sculture classiche all'interno di un ambiente industriale del primo Novecento.

Busti di divinità, statue di guerrieri etruschi e figure marmoree convivono con turbine, motori, pompe e grandi macchinari. Il contrasto tra la delicatezza delle opere antiche e l'imponenza delle strutture industriali dà corpo a un allestimento insolito, che invita a guardare con occhi nuovi questi due momenti della storia di Roma. Più che un semplice museo archeologico è un dialogo tra epoche, bellezze e materiali molto diversi.

Il Cimitero Acattolico; sullo sfondo la Piramide Cestia. Credits Francesco Todaro / Shutterstock
Il Cimitero Acattolico; sullo sfondo la Piramide Cestia. Credits Francesco Todaro / Shutterstock
Il Cimitero Acattolico: un giardino della memoria

Vicino alla Piramide Cestia si trova il Cimitero Acattolico, conosciuto anche come Cimitero degli Inglesi. Raccolto e silenzioso, è uno dei luoghi più suggestivi per una pausa lontano dal rumore della città, tra pini domestici, tombe monumentali e vegetazione spontanea.

Qui riposano poeti, filosofi, artisti e intellettuali, tra cui John Keats, Percy Bysshe Shelley, Gregory Corso e Antonio Gramsci. Le sculture sembrano dialogare con il cielo, mentre i gatti si muovono liberamente tra le lapidi. Poco oltre il muro di cinta si innalza la Piramide di Caio Cestio, una delle testimonianze più insolite dell'antica Roma. Il risultato è un luogo in cui memoria, natura e architettura si fondono in un'atmosfera fuori dal tempo.

La Pelanda: arte contemporanea a Testaccio

Nel quartiere Testaccio, l'ex Mattatoio è oggi uno spazio dedicato all'arte contemporanea e alla sperimentazione culturale. Al proprio interno la Pelanda conserva l'architettura industriale originaria, tra grandi navate, strutture metalliche e ampie superfici vetrate. Mostre, performance e installazioni trasformano questo complesso storico in uno dei luoghi simbolo del volto più contemporaneo di Roma.

Villa Medici. Credits Mistervlad / Shutterstock
Villa Medici. Credits Mistervlad / Shutterstock
Villa Medici: arte e giardini sul Pincio

Affacciata sui tetti della città dalla collina del Pincio, Villa Medici è una dimora rinascimentale che dal 1803 ospita l’Accademia di Francia a Roma. I suoi giardini storici, tra statue, fontane e viali alberati, custodiscono ambienti di grande fascino, come la Gipsoteca e la Stanza degli Uccelli, affrescata da Jacopo Zucchi e dalla sua bottega tra il 1576 e il 1577 per il cardinale Ferdinando de’ Medici. Qui, un pergolato dipinto accoglie una ricca varietà di uccelli, animali e piante, in una raffinata celebrazione della natura tipica del Rinascimento. La villa propone inoltre un ricco programma di mostre ed eventi dedicati all’arte contemporanea, alla fotografia, al cinema e alla musica, in un dialogo continuo tra patrimonio storico e ricerca artistica internazionale.

Palazzo Altemps: la bellezza discreta delle collezioni antiche

A pochi passi da Piazza Navona, Palazzo Altemps è un'alternativa più raccolta ai grandi musei romani. Edificato nel Quattrocento e rinnovato nel secolo successivo dal cardinale Marco Sittico Altemps, fa parte del Museo Nazionale Romano dal 1997.

Le sale luminose, i corridoi ampi e gli affreschi antichi creano uno spazio che valorizza le sculture. Da vicino si apprezzano i dettagli della lavorazione del marmo, le pieghe dei panneggi e la precisione con cui sono resi i volti e le anatomie.

Una sezione è dedicata alla collezione di Evan Gorga, tenore e appassionato collezionista che accumulò una quantità straordinaria di reperti archeologici, poi ceduti allo Stato. Palazzo Altemps è un luogo in cui l'arte antica ritrova una dimensione intima, favorita dall'architettura della dimora storica e dalla tranquillità delle sue sale.

L'interno di Santa Maria Maggiore. Credits Dima Moroz / Shutterstock
L'interno di Santa Maria Maggiore. Credits Dima Moroz / Shutterstock
Santa Maria Maggiore: mosaici, leggende e architettura

Meno visitata rispetto alla Basilica di San Pietro, Santa Maria Maggiore è una delle grandi chiese di Roma, ricca di opere d'arte e dettagli architettonici di gran pregio. Tra i suoi tesori meno conosciuti c'è la Loggia della facciata, accessibile con visite dedicate, dove si conserva un mosaico che racconta il Miracolo della neve.

Secondo la tradizione, una notte di agosto dell'anno 352 la Madonna apparve in sogno a una coppia di nobili romani e a papa Liberio e disse loro che un miracolo avrebbe mostrato il luogo in cui cui costruire una nuova chiesa. L’indomani il colle Esquilino si presentava coperto di neve, in piena estate: la basilica venne costruita in quel punto e ancora oggi il miracolo viene commemorato ogni anno con una pioggia simbolica di petali bianchi.

Il mosaico della Loggia illustra la vicenda con figure e dettagli preziosi. Nelle vicinanze si trova anche la celebre scala elicoidale detta "del Bernini", un esempio affascinante di ingegno architettonico che continua a suscitare interesse tra gli studiosi.

Via Giulia: una passeggiata nella Roma rinascimentale

Parallela al Tevere, nei pressi di Ponte Sisto, Via Giulia è una delle strade storiche più affascinanti della capitale. Lunga circa un chilometro, fu progettata all'inizio del Cinquecento per volontà di papa Giulio II e conserva tuttora un carattere raccolto, tra palazzi nobiliari, cortili, botteghe antiquarie e piccoli ristoranti.

Tra i dettagli più curiosi c'è l'Arco dei Farnesi, una struttura incompiuta che avrebbe dovuto far parte di un progetto di collegamento sul Tevere attribuito al sogno architettonico di Michelangelo. Oggi, avvolto dall'edera, resta una traccia suggestiva di quell'ambizione mai realizzata.

La via è legata anche alla storia di Francis D'Arcy Osborne, ambasciatore britannico presso la Santa Sede durante l'occupazione nazista, che contribuì a salvare numerosi perseguitati e trovò in questa zona il luogo ideale per vivere e passeggiare. Camminando senza fretta in Via Giulia avrete modo di osservare le facciate, curiosare nei vicoli laterali e lasciarvi sorprendere da particolari che spesso sfuggono a una visita frettolosa.

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