Idee di viaggio

Alla ricerca dei tesori di Palermo: che cosa vedere in un weekend nel capoluogo siciliano

Erika Scafuro

Erika Scafuro

Immergetevi nel folklore di Palermo, una città che ha saputo riscattarsi, valorizzarsi e diventare una tra le mete favorite del turismo nazionale. Circondata da montagne a ferro di cavallo che la cingono e l’abbracciano fino a lasciare spazio al mare sul quale si affaccia e che l’ha resa gloriosa - a partire dal nome derivante dal greco Panormos (tutto porto) – Palermo mostra la sua bellezza più autentica. Racchiusi in questo spazio vi sono tesori culturali, architettonici, religiosi, ma anche naturali come la Conca d’Oro sulla quale Palermo si adagia e che deve il nome alle abbondanti coltivazioni di agrumi. 

Palermo: in giro per Via Maqueda
Palermo: in giro per Via Maqueda
Alla scoperta della città

La centralissima Via Maqueda è il luogo perfetto per il primo incontro con la città. Qualunque direzione prendiate, verso est o verso ovest, verrete accolti da edifici storici di stupefacente bellezza. Da una parte raggiungerete l’iconica Piazza dei Quattro Canti, il cuore del centro storico su cui convergono i quattro quartieri storici (Albergheria, La Loggia, Kalsa e Capo).

Proseguite poco più avanti, affacciatevi su Piazza Pretoria ed osservate attentamente i dettagli che rendono unica la sua fontana. Ancora pochi passi e da qui si raggiunge Piazza Bellini da cui spiccano le tre cupole rosse della Chiesa capitolare di San Cataldo accanto alla quale sorge la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta la Martorana, e prendete dimestichezza con la stupefacente architettura arabo – normanna che caratterizza Palermo.

Dalla parte opposta di Via Maqueda incontrerete, invece, il Teatro Massimo: il terzo edificio teatrale più grande d’Europa dopo l’Opéra di Parigi e lo Staatsoper di Vienna.

L’altrettanto centralissima Via Vittorio Emanuele, oltre a condurvi verso il mare, vi porta a scoprire l’antico quartiere arabo della Kalsa attraverso un dedalo di vie più corte; non perdetevi la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo che, sprovvista di tetto, dona ai visitatori il privilegio di ammirare il cielo oltre alla sua navata gotica.

La Cattedrale di Palermo
La Cattedrale di Palermo
La Cattedrale, il Palazzo Reale e la Cappella Palatina

La ricostruzione della Cattedrale di Palermo, sorta sulla base di una antica chiesa risalente al IV secolo, è datata intorno al 1100 durante il periodo Normanno di Sicilia (1130 – 1194) quando torna ad essere consacrata come luogo di culto cristiano dopo essere stata moschea durante l’occupazione saracena. La Cattedrale, che è parte del sito UNESCO “Palermo arabo – normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale”, si staglia imponente e si fa ammirare a partire dalla facciata che presenta le varie eredità e stili architettonici propri di ogni epoca in cui sono state apportate modifiche o aggiunte.

Il Palazzo Reale è il monumento eretto su un antico insediamento fenicio, divenuto residenza dei re, che celebra la dinastia normanna che con Ruggero II e Guglielmo II donò alla città di Palermo un’eredità culturale ed architettonica davvero incredibile. Il tesoro è racchiuso al primo piano del Palazzo, dove si trova la Cappella Palatina; preparatevi a rimanere sbalorditi dinanzi alla meraviglia qui racchiusa. Realizzata intorno al 1130, la Cappella Palatina è un tripudio di magnificenza a livello pittorico, iconografico, artistico ed architettonico, è il risultato dell’incontro fra cultura occidentale, bizantina e islamica.

Pani câ meusa alla Vucciria
Pani câ meusa alla Vucciria
Street food a ogni ora

Palermo è certamente nota per accontentare tutti i palati, dai golosi di salato a quelli di dolce. A qualsiasi ora del giorno, e della notte, verrete tentati dal richiamo dell’arancina (a Palermo è femmina), di pane e panelle, così come del cannolo o della cassata. Camminando attraverso la città verrete inebriati dall’odore del cosiddetto street food che permette di assaggiare ogni specialità della cucina siciliana.

Non si può dire di aver visitato Palermo se non ci si addentra nei mercati rionali del centro, inseguite le grida dei venditori e saprete di trovarvi al centro del mercato di Ballarò e della Vucciria, è qui che si mostra la vera anima folkloristica della città.

Quanto ai dolci tipici consigliamo di seguire il profumo proveniente dalla dolceria che si trova all’interno del Monastero di Santa Caterina (Piazza Bellini): è qui che si producono prelibatezze grazie alle antiche ricette delle suore di clausura che sono state accolte in questo edificio dal 1311 al 2014. Dopo aver conquistato la vostra dolce porzione, salite sulle terrazze del Monastero e addolcite anche la vista ammirando dall’alto i molteplici tesori di Palermo.

Articoli

Potrebbero interessarti anche

Idee di viaggio

“Porta d’Oriente”: il soprannome di Otranto si riferisce alla posizione, nel punto più a est d’Italia, e all’aspetto, con casette bianche che sembrano uscite da una fiaba delle Mille e una notte. Nei giorni limpidi, all’orizzonte oltre l’Adriatico, si scorgono le coste dell’Albania. D’estate è una meta turistica molto frequentata grazie al curato centro storico, al famoso castello e alla cattedrale che custodisce preziosi mosaici.

Idee di viaggio

La città conserva un’atmosfera d’altri tempi, ma tanto è immobile la sua architettura medievale, quanto è esuberante e inaspettata la proposta gastronomica e culturale. La realtà è questa: nel Medioevo Asti era la repubblica più potente e ricca del Piemonte, talmente ricca da evitare la distruzione minacciata dall’imperatore Federico Barbarossa semplicemente pagando un riscatto.