Idee di viaggio

Giardino dei Tarocchi: come varcare la soglia di un mondo fantastico

Francesca Lamperti

Francesca Lamperti

Ci sono luoghi che sanno incantare ad un primo sguardo, luoghi che con la loro straordinaria energia hanno il potere di prenderti per mano e di catapultarti in un nuovo universo fatto di colori e di forme bizzarre… un universo lontano e speciale al tempo stesso. Questo è il caso del Giardino dei Tarocchi, uno stravagante museo a cielo aperto a pochi passi dalla località toscana di Capalbio. Senza dubbio uno dei luoghi più improbabili (e divertenti) che abbiate mai visto!

Capalbio, benvenuti al Giardino dei Tarocchi
Capalbio, benvenuti al Giardino dei Tarocchi
Come nasce il Giardino dei Tarocchi?

Prima di darvi ulteriori dettagli su come raggiungere questa meraviglia, vorremmo raccontarvi da dove arriva l’idea del Giardino dei Tarocchi, concepito dalla sua talentuosa Niki de Saint Phalle.

Artista francese specializzata soprattutto in pitture e sculture, Niki de Saint Phalle durante un viaggio in Spagna, in particolare a Barcellona, fu così tanto colpita dalle opere di Gaudì esposte a Parc Guell da decidere di riprodurre un luogo simile anche qui, in Italia. Per questo motivo, per più di diciassette anni si dedicò totalmente anima e corpo al suo progetto creativo realizzando statue e opere d’arte di vario genere ispirate all’esoterico mondo dei Tarocchi e dando vita, a poco a poco, a uno dei giardini più originali non solo di tutta Italia, ma persino dell’intera Europa.

In questa lunga e insolita avventura, però, Niki de Saint Phalle non fu sola: oltre al marito, anche numerosi altri artisti specializzati nell’arte contemporanea si unirono alla causa, tra i quali spiccano la ceramista romana Venera Finocchiaro e l’architetto ticinese Mario Botta.

Giardino dei Tarocchi: la Papessa e il Mago
Giardino dei Tarocchi: la Papessa e il Mago
Che cosa vedere nel Giardino?

Il risultato di questa collaborazione è stato a dir poco sorprendente: un po’ Paese dei Balocchi e un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie, il Giardino dei Tarocchi è diventato oggi un punto di incontro per le anime creative provenienti da ogni angolo del globo, per gli spiriti liberi e i  sognatori, ma anche semplicemente per i viaggiatori più curiosi.   

Tra le attrazioni più significative tra le tante che potrete visitare, vi consigliamo di non perdervi assolutamente la Piazza centrale, caratterizzata da una grande vasca dalla forma circolare in cui si raccolgono le cascatelle sgorganti dalla scalinata e la monumentale scultura di una Papessa, simbolo dell’intuizione femminile.

Oltre a questa, molto interessanti sono l’argentata Torre di Babele, che rappresenta le costruzioni mentali autoimposte dall’intelletto umano, la gigantesca scultura dell’Imperatrice o Regina del Cielo (visitabile internamente) e numerose altre sculture dalle sembianze fantasiose come l’Albero della Vita o l’Impiccato che, appeso a testa in giù, rappresenta chiunque osservi il mondo da una prospettiva nuova.

Forse è anche questo il motivo del successo di questo splendido parco: ognuno è il benvenuto, e a ognuno è offerta la possibilità di conoscere qualcosa di nuovo su sé stesso e la realtà quotidiana immergendosi in un micro-universo fatto di verde, opere d’arte e pura magia. Esiste una sola regola da applicare in questo viaggio di scoperta: partire senza preconcetti per lasciarsi guidare dal misterioso potere dei Tarocchi!

Lo splendido borgo di Capalbio
Lo splendido borgo di Capalbio
Dove si trova e come raggiungerlo

Aperto al pubblico dal 1998, il Giardino dei Tarocchi è situato nel cuore della Maremma toscana, nello specifico a Capalbio nella località di Garavicchio, ed è facilmente raggiungibile con un mezzo di trasporto proprio.

Per esempio, spostandosi in auto, da Nord basta prendere l’Autostrada del Sole A1 e uscire a Firenze Certosa. Da qui, si segue in direzione Grosseto fino a imboccare la SS1 Aurelia in direzione Roma e poi Capalbio.

Al contrario, venendo da Sud (ad esempio, da Roma) si imbocca l’Autostrada A12 in direzione Civitavecchia. Successivamente, superato il porto di Civitavecchia, si prosegue lungo il Raccordo Civitavecchia-Viterbo/E840 e, dopo un breve tratto di strada tra le campagne della Tuscia, si giunge a destinazione.

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