Idee di viaggio

A Pompei si va in treno

Redazione Marco Polo

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A luglio entrerà in funzione un treno che da Roma porterà a Pompei: l’esperienza della visita comincerà già a bordo, con la possibilità di assistere a proiezioni video dedicate al sito archeologico e di acquistare i biglietti per gli scavi. Un’ottima occasione per partire alla scoperta delle meraviglie pompeiane, che richiamano ogni anno oltre tre milioni e mezzo di visitatori.

Inizia la visita: le terme, la basilica, il foro

Conviene accedere al sito archeologico attraverso la Porta Marina. Prima di varcare le mura potete visitare le Terme Suburbane, un lussuoso complesso un tempo accessibile anche dal mare tramite un canale. Questo edificio garantiva, tra l'altro, un riparo per la notte ai viaggiatori, soprattutto mercanti, che arrivando dopo il tramonto trovavano chiusa la porta della città. Superata quest’ultima, dopo pochi metri sulla destra si nota la grande basilica a tre navate, sede del tribunale e di altre attività pubbliche; sulla sinistra si apre il foro, fulcro dell’antica città, con il Tempio di Giove e quello di Apollo, mentre a destra si trovava uno dei mercati cittadini. 

Il santuario di Apollo. Credits Mazerath / Shutterstock
Il santuario di Apollo. Credits Mazerath / Shutterstock
La Via dell'Abbondanza e i Teatri

A questo punto si prosegue lungo la Via dell’Abbondanza o Decumanus Maximuscon abitazioni, negozi e le Terme Stabianeun grande stabilimento di bagni pubblici preceduto da un vicoletto che, svoltando a sinistra, conduceva al lupanareGirando a destra si arriva invece al quartiere dei teatri, con il Teatro Grande, il Teatro Piccolo, la Caserma dei Gladiatori e il Tempio di Iside, le cui incantevoli pitture murali, quasi intatte, si possono ammirare al Museo Archeologico di Napoli.

Il Teatro Piccolo. Credits Massimo Todaro / Shutterstock
Il Teatro Piccolo. Credits Massimo Todaro / Shutterstock
L'anfiteatro: disordini al circo

Sempre sulla Via dell'Abbondanza si affaccia l'anfiteatro della città, che nel 59 d.C. fu al centro di un caso che fece scalpore: i violentissimi disordini tra pompeiani e nocerini scoppiati durante uno spettacolo di gladiatori e raccontati da Tacito negli Annales. Si trattò di veri e propri scontri di piazza che lasciarono sul terreno morti e feriti: a soccombere furono i nocerini, inferiori di numero e incalzati dalla fazione avversaria sotto una grandinata di sassi e colpi di gladio. Della vicenda dovette interessarsi addirittura l’imperatore Nerone, che ordinò al senato di prendere severi provvedimenti: i responsabili degli scontri vennero individuati ed esiliati e l’anfiteatro di Pompei fu squalificato per dieci anni, in seguito ridotti.

GLi spalti dell'anfiteatro. Credits Arcady / Shutterstock
GLi spalti dell'anfiteatro. Credits Arcady / Shutterstock
L'Orto dei fuggiaschi e la Casa del Fauno

Nel cosiddetto Orto dei fuggiaschi si possono vedere i calchi in gesso di 13 uomini, donne e bambini trovati carbonizzati: la posizione dei corpi, protetti da una teca in vetro, mostra come vennero tragicamente sorpresi dalla morte mentre tentavano la fuga. Nella parte sudoccidentale del sito si concentra il maggior numero di residenze private, a partire dalla grande Casa del Fauno (la statua originale del fauno danzante, così come il mosaico pavimentale della battaglia di Isso – noto come Mosaico di Alessandro – si trovano al Museo Archeologico di Napoli), la Casa dei Dioscuri e la Casa dei VettiiMerita inoltre una visita la Casa di Marco Lucrezio Frontonerestaurata di recente, conserva magnifici affreschi con scene bucoliche e graziosi ritratti di bambini nella sala color ocra.

La Casa del Fauno. Credits Massimo Todaro / Shutterstock
La Casa del Fauno. Credits Massimo Todaro / Shutterstock
Uno sguardo d'insieme

La passeggiata fuori le mura regala bellissimi panorami sull’intera area archeologica. Da vedere assolutamente è la Villa dei Misteri, elegante residenza di campagna costruita nel II secolo a.C. e situata a sud-ovest delle mura cittadine, immersa nel verde. Non è ancora stata data un’interpretazione certa dei famosi affreschi che ricoprono le pareti e che rappresentano donne, satiri e fanciulli, forse impegnati in un rituale d’iniziazione ai misteri dionisiaci.

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