Idee di viaggio

Viterbo: idee per una sosta nella città dei Papi, tra Medioevo, tradizioni ed enogastronomia genuina

Orietta Renaudo

Orietta Renaudo

Chi decide di visitare Viterbo non immagina che, appena varcate le sue porte, avrà la sorpresa di trovarsi nel paesaggio incantato e rarefatto della Tuscia rinascimentale: quella che, fra Arno e Tevere, custodisce il territorio fenomenale dominato nel passato dalla famiglia Farnese.

Viterbo, una domenica in contrada San Pellegrino
Viterbo, una domenica in contrada San Pellegrino

Le origini di Viterbo sono estremamente antiche, e l’eredità del suo glorioso passato è ben visibile in ogni anfratto, scorcio e vicolo del suo meraviglioso centro storico medioevale, il più grande presente in Europa. La città e i suoi dintorni sono così ricchi di bellezze e luoghi di interesse da richiedere un soggiorno molto lungo, ma anche chi decide di fermarsi solo per una breve sosta o un weekend riuscirà a godere delle bellezze della città e della zona tanto da volerci ritornare.

Viterbo, atmosfere medievali | Credit Orietta Rinaudo
Viterbo, atmosfere medievali | Credit Orietta Rinaudo

Gloriosamente circondato da mura medioevali, dalle quali si accede attraverso 13 porte, il centro storico di Viterbo è lo scrigno dei gioielli che rendono la città così suggestiva. L’occhio del turista fa fatica ad osservare tutto quello che lo circonda, dai quartieri medioevali all’architettura rinascimentale, dai portali aristocratici alle scalinate solenni, dalle piazze pittoresche ai monumenti colossali. Ovunque si possono trovare riferimenti al glorioso passato di Viterbo come Città dei Papi. Nel XIII secolo infatti Alessandro IV vi trasferì da Roma la sede pontificia.

Viterbo, leggiadre forme del Palazzo dei Papi
Viterbo, leggiadre forme del Palazzo dei Papi

Il complesso monumentale cardine della città è composto da 3 meraviglie:

  • il Palazzo dei Papi con la sua Loggia a 7 archi, il pozzo e la Sala del Conclave
  • il Duomo che ha visto l’incoronazione di ben 8 papi, che conserva ancora l’antico abside, il coro barocco e il campanile gotico bicolore
  • il Museo del Colle del Duomo che custodisce, oltre a reperti etruschi, romani e medioevali, anche il ricchissimo Tesoro dei Papi.

Tra i quartieri, non si può non citare il  Quartiere medioevale di San Pellegrino che si snoda in vicoli brulicanti di case con scalinate esterne in pietra, loggiati e torrette e dove in passato le botteghe artigiane e le arti la facevano da padrone. Le botteghe che ancora oggi si affacciano sulle vie permettono l’acquisto di manufatti artistici molto graziosi tra i quali le note ceramiche della Tuscia viterbese.

In piazza del Plebiscito risiede il Palazzo dei Priori il quale, nonostante la sua facciata poco attraente ed austera, nasconde al suo interno un cortile spettacolare, una fontana, la Cappella del Palazzo, e molteplici sale fastosamente decorate e ricche di quadri ed affreschi.

Tra le Chiese, assolutamente da visitare la Chiesa di Santa Maria Nuova con il suo Chiostro sepolto, la Chiesa di San Silvestro una delle più antiche della città e la Chiesa e Monastero di Santa Rosa dedicata alla Patrona tanto cara ai Viterbesi. 

Viterbo, la macchina di Santa Rosa sfiora le nuvole
Viterbo, la macchina di Santa Rosa sfiora le nuvole
Viterbo e la macchina di Santa Rosa

Santa Rosa Bambina è la Patrona unica della città, modello per le giovani ed esempio di amore incondizionato. Ogni anno la sera del 3 settembre, vigilia dell’anniversario, gli abitanti di Viterbo trasportano in processione attraverso le vie del centro storico l’enorme Macchina di Santa Rosa rinnovando così la fede e l’amore per la loro Santa.

Si tratta di un manufatto artistico che si rinnova ogni 5 anni. Completamente illuminato, alto circa 30 metri e pesante fino a 5 tonnellate, viene sormontato dalla statua di Santa Rosa e caricato sulle spalle dei robusti facchini vestiti con abiti tradizionali che hanno l’onore di trasportarla.

L’evento, molto conosciuto anche all’estero, è parte integrante di una tradizione unica al mondo che si ripete da ben 750 anni, piena di emozione e fede che dal 2013 è stata insignita del titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

Avete provato le 'coppiette'? Anche a Viterbo sono squisite...
Avete provato le 'coppiette'? Anche a Viterbo sono squisite...
Mangiare e dormire a Viterbo: qualche consiglio

Mangiare bene a Viterbo è molto facile. Molto rinomati sono i Lombrichelli, pasta fatta a mano con acqua e farina e condita con salsiccia e vino rosso oppure con sugo cinghiale. Eccezionali le carni rosse e la selvaggina. Rinomata è poi l’acquacotta viterbese zuppa tipica contadina cucinata con verdure stagionali, pane raffermo e un po’ di pecorino. I ristoranti in città e in zona offrono dei buoni compromessi per tutti i portafogli.

Anche l’offerta vinicola è ampia e spazia dai vini bianchi a quelli rossi tutti a vocazione DOC. E per quanto riguarda il pernottamento, non possiamo far altro che consigliarvi di dormire nei diffusissimi B&B del centro storico, particolarmente pittoreschi, famigliari, caratteristici e ad un buonissimo prezzo.

Dettaglio dello scalone di Palazzo Farnese a Caprarola | Credit Orietta Rinaudo
Dettaglio dello scalone di Palazzo Farnese a Caprarola | Credit Orietta Rinaudo
Dintorni interessanti

La provincia di Viterbo è ricca di storia, cultura e arte. Non troppo lontano dalla città è possibile visitare il borgo di Caprarola con il suo splendido Palazzo Farnese all’interno del quale si può ammirare, tra le ricchezze, la sontuosa scala elicoidale, che secondo una voce popolare veniva percorsa a cavallo dal pigro cardinale Alessandro Farnese, nipote del Papa, e i giardini esterni ricchi di fontane.

Chi ama il verde si può recare a Bomarzo e visitare il Parco dei Mostri, un bizzarro teatro di statue più o meno grandi di pietra a carattere mitologico e religioso, da sempre molto apprezzato dalla critica estera ma riconosciuto da noi solo nella metà degli anni 50.

Interessante anche il borgo fantasma di Celleno, situato su una rocca di tufo che, assieme ai terremoti, ne ha drammaticamente segnato il destino fino allo spopolamento totale negli anni 30 del secolo scorso. Oggi fa parte del FAI, è parte di progetti di recupero ed è ricco di testimonianze del passato. Da vedere!

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