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Lazio: 10 borghi strepitosi vicino a Roma

Redazione

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Una rapida occhiata alla carta del Lazio intorno a Roma e subito si accendono mille lampadine. Sì, questo territorio è ricco di tesori e di borghi fantastici. Andiamo a scoprirne dieci, poi vi divertirete ad arrivare a venti, cento, mille!

Tivoli, ode alla bellezza

Spostiamoci un po’ verso est e prepariamoci ad andare in estasi, perché se c’è un luogo per cui i superlativi si sprecano questo è Tivoli. Quindi non ne useremo, ma vi faremo una raccomandazione. Non perdete per nulla al mondo Villa d’Este, capolavoro del Rinascimento italiano tra i patrimoni dell’Umanità Unesco, e Villa Adriana, il sogno in pietra realizzato dall’imperatore Adriano. Il canopo, con la vasca centrale e il triclinio sono una magica macchina del tempo: portano dritto al cuore del progetto voluto dall’imperatore innamorato della bellezza raccontato da Marguerite Yourcenar nel celebre romanzo.

Sacrofano. Il borgo dell'Allieva

È il paese in cui vivono i genitori di Alice Allevi, la protagonista dei gialli di Alessia Gazzola. Se siete fan della serie TV L’Allieva, non dovete mancare all’appuntamento. Il libro da leggere è Sindrome da cuore in sospeso (Longanesi, 2012), ambientato proprio qui.

Castello Farnese
Castello Farnese
Isola Farnese. Un gioco di grandi famiglie

Un omaggio alla romanità e alla storia leggendaria di questi luoghi. Il borgo è legato sia alla famiglia Orsini, dalla quale è stato a lungo posseduto, sia ai Farnese. Nel 1567, fu acquistato dal cardinale Alessandro Farnese proprio dagli Orsini, e prese subito l’appellativo familiare dei nuovi possessori. Facile vero?

Frascati & Marino, ‘na gita a li Castelli

Schiaritevi la gola e intonate la celebre strofa: “Lo vedi, ecco Marino / la sagra c’è dell’uva / fontane che danno vino / quant’abbondanza c’è.” La canzone è l’arcipopolare (almeno in Lazio) ‘Na gita a li Castelli, scritta addirittura nel 1926. Benvenuti in uno dei territori più belli d’Italia, tra quelli che i romani chiamano appunto ‘Castelli’. Lo fanno dal Medioevo, quando parte della popolazione sfuggì alle condizioni disastrose di Roma e si rifugiò nei castelli e nelle roccaforti delle potenti famiglie del tempo: Savelli, Annibaldi, Colonna e ovviamente Orsini.

Castel Gandolfo
Castel Gandolfo
Castel Gandolfo, semplicemente papale!

Questo luogo merita un capitolo a parte, non solo per la sua bellezza che gli ha guadagnato un posto tra i Borghi più belli d’Italia. Qui, sulle rive del lago Albano, sono venuti per secoli a soggiornare i papi. Il Palazzo Pontificio (o Palazzo Apostolico) è oggi un magnifico museo di proprietà del Vaticano. Alla facciata principale, splendida, ha contribuito anche Gian Lorenzo Bernini. Giù il cappello.

Nemi, consoliamoci con le fragole

È il borgo più piccolo dei Castelli Romani, ma è legato a una storia affasciante e sinistra insieme. Il fascino deriva dal recupero, alla fine degli anni Venti del secolo scorso, di due navi celebrative romane volute nientemeno che dall’imperatore Caligola. L’aspetto sinistro (o forse deprimente) è che le navi sono andate perdute durante un incendio nella Seconda guerra mondiale. Consolatevi con la dolcezza del clima di Nemi e con la sagra delle fragole, che si svolge ogni prima domenica di giugno.

Palazzo Colonna Barberini, Palestrina
Palazzo Colonna Barberini, Palestrina
Palestrina, che musica!

Ancora una volta un borgo profondamente legato alla latinità. Sorge sui resti dell’antica Praeneste, ebbe un ruolo durante la Guerra Civile (49-45 a.C.), quando commise l’impudenza di parteggiare per Gaio Mario finendo così per essere quasi sterminata da Silla. Soprattutto, però, bisogna venire qui per sentire ancora oggi risuonare le note di Giovanni Pierluigi da Palestrina, uno dei compositori più importanti e influenti del Rinascimento europeo, nato nel 1525. Scoprite tutto su di lui visitando il Museo Casa Natale.

Anguillara Sabazia

Un buon motivo per venire qui sarebbe il nome di questo borgo, intriso di curiosità laziali, anzi latine. Anguillara non c’entra con le anguille (ma dubitare è lecito), ma deriva dalla villa di un’antica patrizia romana, Rutilia Polla, detta Angularia per la forma ad angoloSabazia perché ci troviamo tra i rilievi Sabatini, ricchi di boschi e perfetti per staccare la spina o ritemprare lo spirito.

Subiaco, nel segno di San Benedetto

Finiamo con un tocco di sacralità visitando Subiaco, antico borgo attraversato dal fiume Aniene. Qui venne a vivere San Benedetto da Norcia, che fondò nella zona ben 13 monasteri, oggi tutti distrutti a eccezione di quello di Santa Scolastica. Visitate soprattutto il monastero di San Benedetto, o “del Sacro Speco” (ovvero della Grotta Sacra), che sorge lungo una parte di roccia in corrispondenza del luogo in cui visse San Benedetto nel VI secolo.

Carta stradale Lazio

Un itinerario che non finisce di incantare.

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