Itinerari

Marocco: viaggio tra i berberi dell'Alto Atlante

Elena Masera

Dopo tanto viaggiare e molti anni vissuti in Marocco, rimango tuttora incanta dai volti e della fierezza dei berberi, un popolo ai più ancora sconosciuto. Oggi i berberi autentici si trovano soprattutto nelle campagne, sui monti e nei deserti, nei luoghi dove si sono rifugiati per non rendersi schiavi di altre culture. Con questa carrellata di esperienze vi porterò a diretto contatto con il loro stile di vita.

Un vasaio nella valle di Ourika: mestiere antichissimo
Un vasaio nella valle di Ourika: mestiere antichissimo
1. Aghmat, archeologia verso la valle dell’Ourika

Aghmat si trova a 32 km da Marrakech sulla strada per la valle dell’Ourika nella provincia di Al Haouz. Comune rurale creato nel 1959, la città di Aghmat è tuttavia considerata la più antica del paese, costruita addirittura prima dell’arrivo dell’Islam. A lungo è stata passaggio obbligato delle carovane commerciali, terra di accoglienza, d’incontri e spesso residenza di santi ed eruditi. Nel 2005 è iniziato un progetto archeologico per la rinascita di questo sito.

Il patio di una casa tradizionale berbera © Elena Masera
Il patio di una casa tradizionale berbera © Elena Masera

Le case tradizionali sono costruite attorno a cortili interni, il patio, poche stanze tra cui la cucina e il granaio dove si accumula la scorta per affrontare i freddi inverni. Il tratto dominante è l’assenza di ostentazione: la bellezza è riservata a pochi, a beneficio di immaginazione e curiosità. Basta spingere lo sguardo intorno per scorgere i monti spesso innevati dell’Atlante. Un luogo dove è facile sentirsi coccolati e viziati, come a casa, consigliatissimo per le famiglie. Percorrere le campagne di questa regione, coltivate a ulivi e grano, trasmette il senso di un antico sapore e ogni cosa diventa poesia ai miei occhi. Mi fermo ad ammirare un falcetto, un ragazzino in bicicletta con la maglia sponsorizzata da una compagnia telefonica, il granaio all’interno di queste case cosi povere, ma cosi ricche di complicità e solidarietà.

2. Vallée di Ait Bougmez: meraviglia dell’Alto Atlante

Ait Bougmez è delle regioni più isolate dell’Alto Atlante e non è ancora contaminata da case in cemento. L’elettricità è arrivata all’inizio del 2001 e il completamento della strada asfaltata porterà ancora molti cambiamenti. Si spera che i nuovi mezzi di trasporto non distruggano l’architettura tipica della regione. I villaggi costruiti in pietra e pisé (terra battuta) che sovrastaono i campi della valle sono un’esempio di costruzione perfettamente adattato ai bisogni dell’ambiente. La vita in questa regione è ancora molto dura. Nei villaggi più remoti intorno al Jebel Wawgouzalt, le donne in modo particolare sono affette da tiroidismo causato dal sale povero e non ionizzato che usano per cucinare. Il turismo in questa regione è formato da sporadici gruppi di camminatori che passano per questa vallata portando un certo contributo all’economia locale.

Tabant, che si trova a 1850 mt nella vallata di Ait Bougmez, è il centro amministrativo. Vi troverete un ufficio postale, una “teleboutique” (posto telefonico pubblico) e persino qualche negozietto. Luogo di ritrovo per gli uomini è un caffè dove si gioca a biliardo e calcetto da tavolo. A est del villaggio si trovano costruzioni più moderne dove è stato creato un Centro di Formazione (Centre de formation aux métiers de la montagne), principalmente per formare guide da montagna. Il pernottamento da queste parti non sarà un problema:  troverete diverse Gîte d’étape (rifugi), ben tenute, pulite e persino con i bagni.

Marocco, la felicità è fatta di piccole cose © Elena Masera
Marocco, la felicità è fatta di piccole cose © Elena Masera
3. Boumalne du Dadés, tra gole spettacolari

Nei secoli scendendo dall’Alto Atlante, i corsi dei fiumi del Dadés e del Todgha hanno formato delle strette e spettacolari gole in mezzo alla montagna. È una caratteristica che rende molto attraente fare escursioni da Boumalne (per il Dadés) e Tinghir (per il Todgha). Entrambi le gole offrono opzioni differenti per digressioni e risalite nelle montagne circostanti. La maggior parte dei turisti però preferisce le camminate facili all’interno delle gole, per godersi il panorama magnifico, duro e roccioso, e fare birdwatching.

Boumalne è una cittadina cresciuta nella seconda metà del XX secolo. Nel cimitero musulmano c’è un santuario a cupola dedicato alla più importante personalità del luogo, che viene celebrata in un festival ogni anno. Durante questa commemorazione il pane viene cotto con la farina lasciata nella tomba e fatto poi mangiare ai mariti per garantirne la fertilità!

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