Natura e spiagge

In bici nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è una vera e propria chicca per gli amanti della bici e del trekking. In questo articolo vi racconto un giro di circa 100 km di soddisfazione pura.

In salita verso Cocullo. Credits Andrea Alessandrini
In salita verso Cocullo. Credits Andrea Alessandrini
Cocullo: pronti? In sella!

Cocullo è sicuramente il punto di partenza più comodo, in quanto vi è un’uscita autostradale dell’A24 Roma – Pescara ad un chilometro di distanza. Cocullo, nonostante i suoi soli 213 abitanti, è uno dei paesi più conosciuti di tutto l’Abruzzo grazie alla sua bella torre medievale e, soprattutto, grazie alla festa dei serpari, che unisce sacro e profano. Il primo maggio di ogni anno, infatti, i cervoni (specie di serpente tipica del posto) vengono portati nella chiesa di San Domenico: alcuni vengono utilizzati per addobbare la statua del santo, altri dati alla popolazione (è tipico vedere molte persone con i serpenti al collo!).

Nel cuore del Parco. Credits Andrea Alessandrini
Nel cuore del Parco: il lago di San Domenico. Credits Andrea Alessandrini

Lasciata Cocullo, si pedala lungo una strada molto stretta: ci si trova, infatti, nel bel mezzo delle Gole del Sagittario! Dopo una breve salita, si raggiunge il lago di San Domenico, che ospita l’omonimo eremo: per ammirare appieno il lago vi è l’opportunità di percorrere un sentiero di tre chilometri che collega il piccolo paese di Villalago all’eremo. La bellezza di questo sentiero lascia a bocca aperta!

Il lago di Scanno. Credits Andrea Alessandrini
Il lago di Scanno. Credits Andrea Alessandrini
Scanno: il lago a forma di cuore

Cinque chilometri dopo il lago di San Domenico si raggiunge il ben più famoso lago di Scanno, che prende il nome dall’omonima cittadina. Anche in questo caso è possibile fare una breve camminata, definita ‘sentiero dell’amore’. Infatti, partendo dal centro di Scanno è possibile raggiungere in soli trenta minuti uno splendido punto panoramico da dove è possibile ammirare il lago di Scanno con una forma caratteristica di cuore!

Verso Passo Godi. Credits Andrea Alessandrini
Verso Passo Godi. Credits Andrea Alessandrini

Dopo Scanno inizia la vera sfida per i ciclisti: la salita che porta a Passo Godi. La salita è abbastanza lunga: sono 14 km con una pendenza media del 4,5%. A differenza del tratto del lago di San Domenico, la salita di Passo Godi è generalmente poco trafficata e spesso all’ombra: un vero e proprio paradiso ciclistico. La discesa verso Villetta Barrea è ancora una volta uno spettacolo per i ciclisti: infatti, spesso si aprono panorami magnifici sul lago di Barrea.

Appuntamento con volpe. Credits Andrea Alessandrini
Appuntamento con volpe. Credits Andrea Alessandrini
I saliscendi della Camosciara

Da Villetta Barrea vi sono molti sali e scendi: si attraversano i paesi di Pescasseroli e Opi, arrivando infine ad Ortona. Questa zona è una delle più amate dai camminatori locali: in particolare, la riserva naturale La Camosciara è la zona più apprezzata. A Villetta Barrea, inoltre, spesso si incontrano alcuni cervi, anche nel centro storico!

Da Ortona si sale per la salita di Olmo di Bobbi (un bello strappetto al 6% per quasi 6 km). Dalla vetta è possibile ammirare Cocullo: il giro di 105 km è ormai completato, con grande soddisfazione ciclistica e paesaggistica!

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