Albania outdoor: trekking, canyon e mare
L’Albania presenta una grande varietà di ambienti su una superficie relativamente contenuta. A nord ci sono le Alpi Albanesi, con cime che sfiorano i 2500 metri e sentieri che collegano piccoli villaggi di montagna. Più a sud, i fiumi hanno scavato gole profonde nella roccia e la costa ionica alterna spiagge, promontori e baie raggiungibili anche via mare.
Il paese ha molto da offrire agli appassionati di trekking, kayak e bicicletta. Alcuni sono ormai conosciuti, come il trekking tra Theth e Valbona; altri si trovano ancora lontano dagli itinerari più frequentati.
Theth e il passo di Valbona
Nel nord del paese, il Parco Nazionale delle Alpi Albanesi è una delle zone più adatte per il trekking. Theth è il punto di riferimento più noto: un piccolo villaggio circondato da montagne calcaree, boschi e pascoli.
Da qui parte uno dei trekking più conosciuti dell’Albania, quello che conduce a Valbona attraverso il passo omonimo. Il percorso richiede diverse ore di cammino e presenta alcuni tratti ripidi, ma non è necessario essere forti alpinisti per affrontarlo. Gran parte dell’itinerario attraversa boschi e prati d’alta quota, con il paesaggio che cambia progressivamente durante la salita.
Theth e Valbona possono anche essere inserite in un itinerario più lungo nelle Alpi Albanesi. Nei villaggi si trovano guesthouse a gestione familiare, spesso semplici, dove fermarsi per la notte e mangiare piatti locali. In alta stagione è consigliabile prenotare con anticipo.
L’acqua è uno degli elementi più importanti del paesaggio albanese. Il fiume Osum attraversa una lunga gola nei pressi di Çorovodë, nel sud-est del paese. Le pareti del Canyon di Osum raggiungono in alcuni punti notevoli altezze e il corso del fiume passa tra rocce, piccole spiagge e piscine naturali.
In primavera, quando il livello dell’acqua è più alto, il canyon viene utilizzato per il rafting. In estate il fiume è generalmente meno impetuoso e alcune zone si prestano a escursioni, canyoning e passeggiate lungo le gole.
Più a sud, il fiume Vjosa scorre per quasi 200 km in territorio albanese prima di raggiungere l’Adriatico. Il suo corso, interamente protetto da un parco nazionale, è diventato uno dei principali esempi di tutela degli ecosistemi fluviali in Europa. Lungo diversi tratti del suo bacino è possibile praticare kayak, rafting e trekking.
Scendendo verso sud, la montagna arriva quasi a gettarsi nel mare. La strada scende verso la costa, tocca località come Dhërmi e Himarë e attraverso il passo di Llogara arriva sulla Riviera Albanese.
Qui i percorsi di trekking cambiano radicalmente aspetto: ai tratti di montagna si sostituiscono sentieri costieri, vecchie strade e itinerari sui promontori. Alcuni conducono verso piccole baie lontane dalle strade più battute.
Anche il mare offre varie opportunità. Kayak e paddle permettono di raggiungere calette e grotte lungo la costa, mentre maschera e pinne vi consentiranno di esplorare i fondali nelle baie più riparate.
Porto Palermo, con la sua penisola e il castello affacciato sul mare, è una delle tappe più interessanti lungo questo tratto di costa.
Più a sud, verso Sarandë e Ksamil, si trovano spiagge che in estate richiamano un gran numero di bagnanti. Per esplorare la costa con maggiore tranquillità è preferibile muoversi nelle prime ore della giornata o raggiungere le varie calette via mare.
Il Parco Nazionale di Llogara è uno dei luoghi che più agevolmente permettono di combinare montagna e mare. I sentieri attraversano pinete, boschi di abeti e prati d’altura, con diversi punti panoramici sul mare. L’area offre percorsi ideali per il trekking, la mountain bike e il birdwatching.
Più a nord, il lago di Koman è un’altra tappa importante di un buon itinerario outdoor. Si tratta di un bacino artificiale lungo il corso del Drin: le sue acque si insinuano tra montagne ripide e strette vallate, creando un paesaggio che in alcuni tratti ricorda quello dei fiordi norvegesi.
Sul lago navigano traghetti e piccole imbarcazioni, che collegano località difficili da raggiungere via terra. Il giro in barca può essere inserito in un itinerario diretto verso le Alpi Albanesi, che offrono moltissime opportunità di fare trekking.
La scelta del periodo è legata al tipo di attività che vi interessa. Per il trekking sulle Alpi Albanesi i mesi più indicati sono quelli da giugno a settembre, quando i passi sono più facilmente accessibili. La primavera e l’autunno sono invece interessanti per le zone a quote più basse e per la costa, anche se il clima può essere variabile.
Per il rafting e il canyoning sull’Osum va tenuto presente che le condizioni del fiume variano durante l’anno. In primavera la maggiore portata d’acqua favorisce le attività, mentre in estate il livello tende a diminuire.
Sulla Riviera Albanese, luglio e agosto sono i mesi di maggiore affluenza. Giugno e settembre permettono generalmente di combinare mare, escursioni e visite ai villaggi con una presenza turistica più contenuta.
Un itinerario outdoor in Albania richiede una certa flessibilità. Alcune strade secondarie sono lente e i trasporti pubblici non collegano tutte le aree montane. Per i percorsi di trekking è inoltre importante verificare in anticipo le condizioni dei sentieri e l’accessibilità dei passi.
La varietà geografica e ambientale del paese permette in ogni caso di costruire itinerari molto diversi: qualche giorno sulle Alpi Albanesi, una discesa in rafting sull’Osum, la navigazione sul lago di Koman e poi alcuni giorni sulla costa ionica.
Dalla montagna al fiume, dai canyon alla costa, l’Albania permette dunque di alternare attività e paesaggi senza limitarsi a visitare una sola regione.