Idee di viaggio

Isole della Scozia: le Ebridi interne tra whisky e giganti

Giovanni Savelli

Giovanni Savelli

Mi aspetto da un momento all’altro di veder apparire un fantasma. Andrebbe bene anche un mostro marino o un gigante di pietra impegnato ad accatastare massi per costruire un ponte tra un’isola e l’altra. C’entrano poco il whisky scozzese o la forte birra locale. In Scozia è il paesaggio stesso a suggerire fantasie di questo tipo.

Un paesaggio, quello delle Ebridi interne, vecchio di milioni di anni e abitato fin dal Mesolitico. Sull’isola di Islay, una sessantina di chilometri a sud di Mull, gli archeologi hanno rinvenuto una punta di selce vecchia novemila anni. Dal punto di vista antropico, queste isole sono per lo più disabitate, con una popolazione di poco superiore ai diciottomila abitanti distribuiti su 35 isole. Nelle restanti 44 nessuna traccia di esseri umani, ma un’abbondanza di pulcinelle di mare, strogale, aquile e gallinelle. Un paradiso per gli amanti del birdwatching. Se cercate un angolino dove stare tranquilli e dedicarvi a passeggiate tonificanti le Ebridi interne sono il posto giusto per voi. Ai misantropi incalliti ricordiamo che la densità di popolazione è pari a 3 abitanti per chilometro quadrato. Non male.

Isola di Skye, Fairy Glen al tramonto
Isola di Skye, Fairy Glen al tramonto
Isola di Skye

È la più conosciuta tra le Ebridi interne, meta turistica dove i fotografi restano incollati agli obiettivi cercando la luce migliore e il soggetto ideale da catturare e portare a casa. Faccenda che richiede davvero poco tempo, vista la quantità di scorci spettacolari che si possono ammirare una volta messi i piedi sull’isola. Lungo la costa nord-orientale di Skye le cascate Mealt Falls si gettano in mare dopo un salto di 55 metri. Più a nord l’altopiano di Quiraing sembra il risultato di una turbolenta battaglia tra giganti, compiuta a colpi di massi giurassici sparsi ancora oggi su tutto il territorio: The Needle è un pinnacolo di roccia alto 120 metri; The Prison è una formazione rocciosa piramidale che ricorda una fortezza medievale.

Sull’Isola di Skye le analogie si sprecano e le metafore seguono il corso di racconti di fate ed elfi, mostri e giganti. Come nel caso di Fairy Glen, una piccola valle isolata lungo la costa occidentale dell’isola. Domina il paesaggio un picco basaltico che sembra un castello diroccato. I sentieri seguono i saliscendi del terreno perdendosi nella brughiera tra colline coperte di un verde così intenso da far male agli occhi.

 

Isola di Mull

La seconda isola per estensione dopo Skye ci ricorda che i castelli, quelli veri, fanno parte del patrimonio storico della Scozia al pari del whisky e della birra. Fin dall’arrivo sull’isola di Mull, a bordo del traghetto che la collega alla terraferma, l’antica dimora del clan Maclean, il castello di Duart, ci dà il benvenuto su di uno sperone di roccia. Poco più a ovest, dall’altra parte del golfo, il Torosay Castle nasconde tra le proprie mura insospettati giardini con rose, piante rampicanti, papaveri blu dell’Himalaya e fiori provenienti dal Giappone. All’estremo nord dell’isola il castello di Dun Ara è poco più che un ammasso di rovine sulla cima di un colle. Ma la vista e la suggestione del luogo lo rendono una tappa magica in un tour dell’isola di Mull.

Dal porto di Fionnphort, lungo la costa occidentale, partono i traghetti diretti all’avamposto roccioso più spettacolare delle Ebridi Interne: le colonne basaltiche di Staffa, l’isola dei giganti.

Fingal's Cave, Staffa Island
Fingal's Cave, Staffa Island
Isola di Staffa

Arrivando in battello da Fionnphort, l’isola di Staffa non suggerisce nulla di particolare, nessun elemento significativo la distingue dalle altre. Mano a mano che ci avviciniamo la linea di costa prende forma in colonne di basalto alte decine di metri che sembrano sorreggere il piatto terreno sovrastante. Un gioco alla creazione vecchio di sessanta milioni di anni quando la lava a contatto con l’aria e l’acqua si è rapidamente raffreddata. Quello che vediamo oggi dalla barca è un’istantanea geologica del periodo più turbolento del nostro pianeta.

Il luogo che più di altri ha colpito l’immaginario di artisti e musicisti è la grotta di Fingal all’estremità meridionale dell’isola di Staffa. Profonda 75 metri e alta 20, questa incredibile formazione naturale è interamente formata da colonne basaltiche esagonali. Talmente perfette da sembrare modellate dall’uomo, più che dalla natura. E infatti da queste parti le leggende su giganti impegnati in furibonde attività scultoree si sprecano. Come nel caso di Herdsman, un minuscolo isolotto poca distante da Staffa, costituito interamente da formazioni basaltiche esagonali.

Bunnahabhain Distillery, Isola di Islay
Bunnahabhain Distillery, Isola di Islay
Isola di Islay

Il fatto che la distillazione del whisky sia la seconda attività per importanza, dopo l'agricoltura, la dice lunga su cosa fare a Islay dopo aver girovagato per l’isola. Ci sono nove distillerie, 30mila pecore, 100 specie diverse di uccelli e 3mila abitanti. Gli esseri umani rappresentano una minoranza sull’isola, tanto da renderla una meta frequentata da birdwatcher provenienti da ogni angolo della Scozia. Dal punto di vista naturalistico, segnalo la fitta rete di sentieri che attraversa l’isola, di facile percorrenza e ben segnalati, molti di questi adatti anche a famiglie con bambini. Gli oltre 200 chilometri di costa regalano spiagge con sabbia e ciottoli, oltre a spettacolari promontori rocciosi. Per finire, gli avventurosi tour dell’isola a bordo delle onnipresenti Land Rover che di solito terminano, ma guarda un po’, nel piazzale di una delle nove distillerie.

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