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Istanbul da non perdere

Redazione Marco Polo

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Giovane, dinamica, orgogliosa del proprio passato e proiettata verso il futuro: Istanbul accoglie i visitatori e nello stesso tempo sembra mantenere le distanze, può apparire estranea e lontana eppure in qualche modo familiare. Capitale di tre imperi e poi centro principale della moderna repubblica di Turchia, è sempre stata un punto di riferimento e insieme un crocevia di culture, storie, religioni diverse. Ecco qualche spunto per cominciare a conoscere questa città affacciata sul mare e battuta dai venti.

Palazzo Topkapi (Topkapı Sarayı)

Per quattro secoli è stato il cuore dell’Impero Ottomano: qui viveva il sultano, capo politico e spirituale dei musulmani e venivano condotti gli affari di stato. Distribuito su uno spazio molto vasto, il complesso non presenta tuttavia un aspetto monumentale. Tutti gli edifici che lo compongono sono a uno o due piani e colpiscono più per la finezza della struttura architettonica che per la maestosità.

Topkapı Sarayı è articolato in quattro corti. La Prima Corte, cui si accede tramite la Porta Imperiale (Bab-ı Hüm-ayun), in epoca ottomana era il quartier generale dei giannizzeri, lo sceltissimo corpo di fanteria adibito alla protezione personale del sultano. La Seconda Corte, invece, accoglieva le riunioni del Diwan, il consiglio imperiale, investito di altissime funzioni amministrative e politiche. L’enorme ala che si estende sul lato opposto della corte, invece, ospitava le cucine, in grado di sfamare ogni giorno migliaia di persone. Oggi vi trova spazio la più grande collezione di porcellane cinesi esistente al mondo al di fuori della Cina.

Il Palazzo Topkapı. Credits Stoktur / Shutterstock
Il Palazzo Topkapı. Credits Stoktur / Shutterstock

Dalla Seconda Corte si accede al leggendario harem, costituito dagli appartamenti privati del sultano. La visita guidata vi accompagnerà attraverso i saloni e la splendida sala di ricevimento. Andando verso l’uscita si accede alla Terza Corte, lo spazio espositivo più importante del museo. Subito oltre la porta – la Bab-ı Saadet, Porta della Beatitudine – è situata la Sala delle Udienze, dove si può ancora ammirare il trono originale. Il punto di forza della visita è costituito dalle sale che chiudono la corte sul lato destro: è qui che sono esposti gli abiti più belli, le armi più singolari e i tesori più preziosi dell’Impero Ottomano. Vi potrete ammirare anche il celebre Pugnale del Topkapı, di cui si progetta astutamente il furto nel film Topkapi del 1964, con Melina Mercouri, Peter Ustinov e Maximilian Shell.

La Quarta Corte, che in passato era uno spazio chiuso, oggi ospita un grande giardino e dei padiglioni in cui i sultani amavano intrattenersi e trovare ristoro. Sul lato destro del palazzo è stato ricavato un caffè da cui si apre una splendida vista sul Bosforo, sul quartiere dei Genovesi e sulla costa asiatica di Istanbul. 

La sala del trono. Credits Resul Muslu / Shutterstock
La sala del trono. Credits Resul Muslu / Shutterstock
Cisterna Yerebatan (Yerebatan Sarnıcı)

L’antica Bisanzio disponeva di numerose cisterne per l’approvvigionamento idrico, dato che la penisola era priva di acqua potabile. La più grande di queste, chiamata dai turchi “castello sotterraneo”, è situata proprio di fronte a Hagia Sophia ed è aperta al pubblico. Scendendo sottoterra attraverso una piccola scala, d’un tratto vi ritroverete davanti a uno spazio così vasto che farete fatica ad abbracciarlo interamente con lo sguardo. Camminando su alcune lunghe passerelle potrete fare un giro in questo affascinante regno sommerso, accompagnati da una suggestiva playlist di musica classica. D’estate viene allestita una piattaforma sulla quale si tengono concerti che si possono ascoltare anche da un caffè situato nelle vicinanze.

La Cisterna Yerebatan. Credits Luciano Mortula - LGM / Shutterstock
La Cisterna Yerebatan. Credits Luciano Mortula - LGM / Shutterstock
Moschea Blu (Sultanahmet camii)

Con le sue cupole che si innalzano verso il cielo su tre livelli, arrivando a toccare i 43 m, questa è la moschea più scenografica della città. La Sultanahmet camii, edificata all’inizio del XVII secolo, è conosciuta come Moschea Blu per le meravigliose piastrelle che ne decorano le pareti interne. Sbalordisce l’imponenza della corte che si apre davanti alla struttura, proprio di fronte a Hagia Sophia. All’interno, oltre alle maioliche blu, spiccano il grande tappeto rosso e l’enorme lampadario che pende dalla cupola. Alcune delle 260 finestre, molte con vetrate policrome, si affacciano sul Mar di Marmara o sugli splendidi giardini.

L'interno della Moschea Blu. Credist Yarygin / Shutterstock
L'interno della Moschea Blu. Credist Yarygin / Shutterstock
Hagia Sophia (Ayasofya)

La Moschea Benedetta della Santa Sofia troneggia sul centro storico da 1400 anni: con le sue mura rossastre e i quattro minareti d’epoca ottomana, è uno dei simboli della città, con la volta che pare modellata come a voler imitare il cielo e le 40 finestre lungo il bordo inferiore della cupola che orientano sapientemente la luce solare accentuando l’impressione di leggerezza. A commissionare Hagia Sophia fu l’imperatore Giustiniano, che il 27 dicembre 537 la consacrò dopo lavori di edificazione incredibilmente brevi: cinque anni e dieci mesi. Nel 1453 Costantinopoli venne espugnata dagli ottomani e Hagia Sophia fu convertita in moschea: tale rimase fino al 1935, quando divenne un museo. Nel complesso si trova tuttora la tomba del doge veneziano Enrico Dandolo, morto in città durante la Quarta crociata. Dal 2020, anno in cui l’edificio è stato riconvertito in moschea, tutti i mosaici e gli affreschi cristiani sono coperti da tende.

La cupola e i minareti di Hagia Sophia. Credits Boris Stroujko / Shutterstock
La cupola e i minareti di Hagia Sophia. Credits Boris Stroujko / Shutterstock
Torre di Galata (Galata Kulesi)

Se desiderate ammirare una meravigliosa vista sul quartiere di Beyoğlu non perdetevi la Torre di Galata, anche se per accedervi doveste sobbarcarvi una lunga coda. Eretta nel 1348, all’epoca costituiva il punto più elevato di tutto il complesso delle fortificazioni. Oggi, invece, si staglia con i suoi 66 metri di altezza sullo sfondo del Corno d’Oro: dalla balconata circolare potrete godere di panorami incantevoli sulla Città Vecchia e sul celebre scenario offerto da Sultanahmet e Beyazıt – non a caso lo sfondo prediletto per molte produzioni televisive o cinematografiche. Salendo in ascensore potrete raggiungere un ristorante da cui si accede a un belvedere.

La Torre di Galata. Credits Guitar photographer / Shutterstock
La Torre di Galata. Credits Guitar photographer / Shutterstock
Isole dei principi (Adalar)

In passato queste isole, situate circa 30 chilometri a sud-est di Istanbul, erano il luogo in cui venivano esiliati i principi bizantini. Oggi sono meta di belle escursioni: i visitatori vi giungono a frotte, soprattutto d’estate, per fare il bagno e rinfrescarsi in riva al mare. Sulle isole è vietato l’accesso ai veicoli a motore; i mezzi di trasporto consentiti sono la bicicletta (che si può noleggiare sul posto) e le carrozze trainate dai cavalli. Delle cinque isole abitate, Büyükada è la più grande e la più visitata: dopo una piacevole passeggiata nel bosco si può fare tappa in uno degli ottimi ristoranti di pesce sul lungomare. L’isola più vicina alla città è Kınalıada; a Burgazada si trovano un grazioso porto di pescatori e la piccola baia di Kalpazankaya, lungo la costa meridionale.

Una strada di Büyükada. Credits Sener Dagasan / Shutterstock
Una strada di Büyükada. Credits Sener Dagasan / Shutterstock

Sull’isola vicina, Heybeliada, ha sede la scuola di addestramento della Marina, mentre Sedef, la più piccola di tutte, ospita alcune lussuose residenze estive. 

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