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Lago Maggiore: le mete da non perdere in uno degli scenari più romantici dell'Italia settentrionale

Redazione Marco Polo

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Il fruscio delle palme con la brezza serale, i profumi dell’oleandro e del gelsomino e le onde che dolcemente si infrangono sul lungolago... difficile immaginare uno scenario più romantico. 

Non c’è da stupirsi se di fronte al Lago Maggiore anche le persone più fredde e razionali si trasformano in animi romantici, rapiti da questo paesaggio: già nel XVIII secolo il clima mite, la vegetazione mediterranea e il forte contrasto con le cime innevate del massiccio del Monte Rosa, il secondo più alto delle Alpi, attiravano ricchi esteti provenienti da tutto il mondo. Le magnifiche ville, i giardini, le passeggiate e gli hotel in stile Belle Époque delle località termali di Pallanza, Stresa, Arona, Baveno o Belgirate mantengono vivo lo splendore del passato. Quasi tutta la parte occidentale del secondo lago più grande d’Italia, ampio 212 m² e lungo 65 km, si trova in territorio piemontese, la riva orientale in Lombardia e la punta settentrionale in Svizzera, fino ad Ascona e Locarno. Il Lago Maggiore dunque storicamente è una meta ambita dai turisti: il grande viavai comincia nel periodo pasquale, ma chi ha la possibilità arriva anche prima, incoraggiato dal clima mite.

Arona, riflessi al tramonto
Arona, riflessi al tramonto. Credits Maurizio Cantarella / Shutterstock
Arona: nel segno di San Carlo

Arona è un importante centro economico e turistico. Già da lontano si intravede la statua in rame del Sancarlone, alta 23 m. Il monumento ha una scala interna come la Statua della Libertà a New York (vale la pena salire per ammirare il paesaggio dagli occhi del Carlone) ed è dedicata a San Carlo Borromeo (1538-1584), arcivescovo di Milano, rampollo della potente famiglia Borromeo.

Testimonianze dell’epoca borromea si incontrano anche nella Piazza del Popolo, affacciata sul lago: lì si trova il Palazzo del Podestà, l’antico palazzo di giustizia (XV secolo) con archi a sesto acuto in stile gotico. La Taverna del Pittore propone piatti raffinati serviti su una bella terrazza sul lago.

Panorama dell'Isola Bella
Panorama dell'Isola Bella. Credits saiko3p / Shutterstock
Isole Borromee: un armonioso trittico di anime diverse

Il conte Vitaliano Borromeo nutriva per sua moglie Isabella D’Adda sentimenti davvero importanti: per renderla felice trasformò un’insignificante isola rocciosa lunga 300 m situata di fronte a Stresa, nell’Isola Bella che possiamo ammirare oggi. I lavori per realizzare uno dei complessi in stile barocco più sfarzosi dell’Italia settentrionale durarono 20 anni. Il palazzo merita una visita: ricchi ornamenti, un’ampia scalinata, una pinacoteca privata, una galleria di specchi e grotte in tufo decorate con mosaici. La vera attrazione è però il giardino sviluppato su dieci grandi terrazze sovrapposte secondo una struttura piramidale, arricchito con pergolati, grotte a mosaico, ninfe in pietra e aiuole dalle forme geometriche.

Un palazzo e un giardino in tutt’altro stile si trovano invece sull’Isola Madre. Il piccolo ma delizioso palazzo barocco contiene una significativa collezione di marionette e fu il rifugio di Carlo Emanuele di Savoia quando nel 1599 scoppiò un’epidemia di peste. Un giardino botanico sul retro contiene una grande varietà di piante tropicali, pappagalli e pavoni bianchi.

Sempre aperta al pubblico, perché si tratta di un normale paese, è la terza isola, l’Isola dei Pescatori: i turisti si ritroveranno in un suggestivo mondo di pescatori dei tempi andati. Con le sue strade aggrovigliate e le barche ormeggiate sulla riva, è un luogo estremamente poetico, soprattutto nei periodi di minore affluenza turistica. Le isole si possono raggiungere con i traghetti da Stresa, Arona e Verbania. 

Il lungolago di Cannobio
Il lungolago di Cannobio. Credits Boris Stroujko / Shutterstock
Cannobio: tutte le attrattive di un borgo incantato

Chi arriva dalla Svizzera, già 5 km dopo il confine può godersi il primo cappuccino e respirare l’atmosfera mediterranea sullo splendido lungolago di Cannobio, deliziosa cittadina situata tra il lago e le verdi colline dell’entroterra. La domenica mattina si tiene un mercato che attira anche visitatori da lontano. Nell’antichissimo centro storico si possono ammirare il municipio del XIII secolo in stile primo gotico e la Torre del Comune in stile romanico. Strette viuzze conducono al lungolago caratterizzato da una fila di edifici porticati e animato da caffè e negozi. Buona notizia per i surfisti: a Cannobio il vento soffia generalmente sia di mattina che di pomeriggio. 

Stresa: la mondanità non manca

Con la sua lunghissima passeggiata e i suoi sontuosi hotel, Stresa era ed è tuttora il centro della bella vita sul Lago Maggiore, grazie alla posizione panoramica di fronte alle isole Borromee, raggiungibili in dieci minuti di navigazione. A partire dal XVIII secolo, i nobili di tutta Europa si ritrovavano qui per tentare in tutti i modi di essere ricevuti dal conte Borromeo nei suoi palazzi sulle isole. 

Nel frattempo, sulle rive del lago fecero la comparsa eleganti palazzi come Villa Pallavicino del 1850, alla quale appartiene anche un grande giardino botanico in stile inglese con uno zoo al suo interno. Altrettanto significativa è Villa Ducale (1771) dove il filosofo Antonio Rosmini trascorse gli ultimi anni della sua vita. Oggi è sede del Centro Studio Rosmini, in cui si trovano una grande biblioteca e un museo. Un’altra attrattiva è la passeggiata sul lungolago con i suoi grand hotel in stile liberty come il Grand Hotel des Iles Borromées. 

Verbania: verso i tesori di Villa Taranto

Verbania nacque nel 1939 dall’unione di due cittadine, Intra e Pallanza, ed è diventata il centro economico e industriale del lago. Le due parti che compongono la città sono in profondo contrasto l’una con l’altra: Intra è attiva e moderna, mentre a Pallanza il tempo sembra essersi fermato. Qui domina l’atmosfera tipica del Lago Maggiore con ville, parchi e una splendida vista sul golfo Borromeo e le sue isole. Il famoso Parco di Villa Taranto fu realizzato nel 1931 in stile inglese su richiesta di un nobile scozzese: 7 km di sentieri attraverso architetture paesaggistiche molto diverse l’una dall’altra, in cui si possono ammirare 20.000 specie botaniche e, ad aprile, una vera e propria distesa di 80.000 tulipani.

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