Idee di viaggio

L'arcipelago delle Azzorre: nove isole vulcaniche senza pari

Erika Scafuro

Erika Scafuro

Sono nove le isole che compongono l’arcipelago delle Azzorre, nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, divise in tre gruppi: orientale (São Miguel e Santa Maria), centrale (Terceira, Graciosa, Pico, São Jorge e Faial), e occidentale (Corvo e Flores). Tutte di origine vulcanica, conservano ciascuna una propria identità e hanno caratteristiche climatiche tropicali e subtropicali che propiziano la crescita di una ricchissima vegetazione. Le temperature miti, non più di 23 gradi in estate e non meno di 13 in inverno, fanno di queste isole delle mete eccellenti in tutte le stagioni.

Un tratto di costa a São Miguel. Credits Pawel Kazmierczak / Shutterstock
Un tratto di costa a São Miguel. Credits Pawel Kazmierczak / Shutterstock
Santa Maria e São Miguel

Santa Maria, la più orientale delle Azzorre, è l’isola più antica e la prima a essere stata popolata dall’uomo. Qui sono stati rinvenuti depositi sedimentari fossili marini, riconducibili a molluschi e ad altri tipi; per avere un’idea della formazione geologica di Santa Maria, nella città di Vila do Porto si può visitare la Casa dos Fósseis (“casa dei fossili”) al cui interno si trova esposto il patrimonio paleontologico e geologico locale; merita considerazione anche la Ribeira de Maloás, una formazione che è il risultato di un gigantesco affioramento roccioso di colonne di basalto. A testimonianza delle origini remotissime degli insediamenti umani sull’isola c’è Nossa Senhora dos Anjos Hermitage, la cappella più vecchia delle Azzorre. Gli amanti delle escursioni potranno scoprire Santa Maria attraverso la Grande Rota, un percorso ad anello di 78 chilometri, suddiviso in cinque tappe, che copre tutta l’isola.

São Miguel, conosciuta come l’isola verde, è invece la più estesa delle Azzorre. È famosa soprattutto per il paesaggio incantevole dominato dal cratere vulcanico di Sete Citades, al cui interno si trovano Lagoa Azul e Lagoa Verde, due laghi che, secondo la leggenda, sarebbero nati dalle lacrime di un pastore dagli occhi verdi e da quelli di una principessa dagli occhi azzurri, impossibilitati a vivere il loro amore. A est di Ponta Delgada, il capoluogo, si trova invece una zona geotermica che fa capo alla cittadina di Furnas. Fumarole di acqua bollente, fanghi e acque minerali sono gli elementi che rendono questo luogo davvero suggestivo; fate una tappa al Parco Terra Nostra, che ospita 1800 specie botaniche e vanta una piscina termale alimentata da una sorgente vulcanica.

L'inconfondibile profilo del monte Pico. Credits Marcel Bakker / Shutterstock
L'inconfondibile profilo del monte Pico. Credits Marcel Bakker / Shutterstock
Terceira, Graciosa, Pico, São Jorge, Faial

La terza isola per dimensioni è Terceira, il cui capoluogo, Angra do Heroísmo, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1983 per il suo valore culturale, storico e architettonico. Il locale museo rappresenta un’ottima sintesi della storia delle Azzorre. Fuori città, non perdetevi la Caldeira de Santa Barbára, una riserva naturale situata a 1.021 metri di altitudine, da cui lo sguardo spazia su buona parte di Terceira e delle altre isole del gruppo centrale.

Da Terceira è possibile prendere un volo per Graciosa, l’isola classificata Riserva della Biosfera per tutelate le sua particolarità etnografiche, culturali e biologiche. Tra le festività più sentite e celebrate dalla gente del posto c’è il carnevale, che tiene vive le danze e le tradizioni dell’isola attraverso sfilate in costume e maschere molto originali.

Pico prende il nome dalla montagna vulcanica che con i suoi 2.351 metri è la più alta del Portogallo. L’isola si distingue anche per i vigneti e la cultura vitivinicola: le uve Verdelho sono protette da tipici muri a secco di basalto. Altro tratto caratteristico di Pico è la caccia alle balene sulla quale ha a lungo poggiato l’economia dell’isola: per saperne di più visitate il museo situato a Lajes do Pico.

São Jorge è invece nota come l’isola delle fajãs, le pianure formate dai materiali derivati dai movimenti vulcanici che hanno interessato le scogliere a picco sul mare. Se ne contano ben 74: tra le più famose spicca quella di Ouvidor dove si trova la Poça Simão Dias, una piscina naturale inserita in uno dei contesti più suggestivi di São Jorge. Dal punto di vista gastronomico eccelle il formaggio São Jorge DOP, stagionato, dal sapore deciso.

Nel porto di Horta, il capoluogo dell’isola di Faial, si respira la tradizione marinara. Fra i siti da non perdere c’è il vulcano Capelinhos, formatosi durante l’ultima eruzione avvenuta sull’isola.

I laghi all'interno del Caldeirão di Corvo. Credits FabriGallo_WildChicken / Shutterstock
I laghi all'interno del Caldeirão di Corvo. Credits FabriGallo_WildChicken / Shutterstock
Corvo e Flores

Le isole più remote dell’arcipelago sono quelle del gruppo occidentale, Flores e Corvo. Raggiungerle richiede tempo e un certo impegno, ma l’atmosfera meno turistica e i meravigliosi scenari naturali che le caratterizzano valgono qualche piccolo disagio. A rendere speciale Flores sono le sue cascate. Da Morro Alto, il punto più alto dell’isola, a 900 metri, si gode di una splendida vista sulle sue verdi vallate. Infine Corvo, la più piccola delle Azzorre, è celebre per il Caldeirão, un enorme cratere vulcanico che racchiude dei laghi al proprio interno.

Articoli

Potrebbero interessarti anche

Idee di viaggio

Tra le capitali europee low budget che stanno spopolando negli ultimi anni, Tirana è sicuramente una delle più gettonate.

La città ha saputo reinventarsi completamente, attirando un turismo giovane, incentrato sul divertimento, e anche viaggiatori più interessati agli aspetti naturalistici e culturali dell’Albania.

Colorata, vivacissima e sorprendentemente economica, Tirana è diventata così la meta ideale per un weekend fuori porta in Europa: in questo articolo vi suggeriamo che cosa fare e che cosa vedere assolutamente in città.

Idee di viaggio

Alla fine dell’inverno, quando la neve copre ancora le foreste e l’aria resta tagliente al mattino, in Québec succede qualcosa di quasi impercettibile. Non è ancora primavera, ma il paesaggio cambia ritmo. Le giornate si allungano, il sole illumina più a lungo le distese bianche e dentro i tronchi dei maestosi aceri comincia a scorrere una linfa chiara, nutriente.