Idee di viaggio

Madrid del mio cuore

Michela Micheli

Michela Micheli

Una mattina d’inverno, al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, una turista si avvicina silenziosamente e mi chiede un’informazione sulla Pietà Bandini di Michelangelo. Poi mi ringrazia sorridendo e prosegue la visita insieme al marito. Durante una pausa, ci rincontriamo al bar. E allora iniziamo a conversare sorseggiando un buon caffè. «Veniamo dalla Spagna, Madrid».  E io, con gli occhi colmi di meraviglia, le rispondo che in quella città ci sono stata due volte e che presto ci tornerò. «Madrid ti accoglierà sempre con un sorriso e con tanto amore. A presto», mi dice. Poi esce.

Una poesia da interpretare

Io prima di rientrare (ho ancora cinque minuti) guardo il cielo fuori. Terso. Inizio a pensare. Anzi, a ripensare. Colori, profumi, tradizioni, sapori: Madrid è una poesia da interpretare. Un racconto da arricchire ogni giorno con parole speciali. Ed ecco che il tempo si ferma. D’improvviso. Ripercorro quei viaggi, così potenti, così affascinanti. Ho visitato la capitale spagnola in primavera e in estate. A marzo e ad agosto. I periodi migliori, a mio parere. Due ore e trenta minuti separano Roma da Madrid. Il Colosseo da Plaza de Toros.

Magerit, “Terra ricca d’acqua”: storia di una città straordinaria

Informarmi su storia, tradizioni, arte è una delle cose che amo fare prima di ogni partenza. Ancor prima di preparare i bagagli cerco notizie, leggo, studio. Magerit, dunque: gli arabi che si insediarono in questa zona della meseta spagnola le diedero un nome che significa “Terra ricca d’acqua”. Il simbolo di Madrid è un orso gigante che si arrampica su un corbezzolo nell’atto di mangiarne le bacche. Per osservarlo meglio, potete recarvi alla Puerta del Sol: la statua in bronzo e pietra domina la piazza dal 2009 ed è la protagonista di milioni e milioni di scatti. Ma cosa rappresentano esattamente l’orso e l’albero? Aristocrazia e fertilità.

Ma torniamo alla storia. Fino al 1083, ovvero dopo la conquista di Alfonso VI di Castiglia, Madrid rimarrà islamica. La Moschea Maggiore sorgeva nella Calle Mayor, dove poi fu costruita la chiesa di Santa Maria, di cui sono visibili alcuni ruderi. Dopo la Reconquista Madrid rimase una cittadina marginale fino a che il re Filippo II, nel 1561, decise di farne la capitale del paese.

La Puerta del Sol. Credits Noppasin Wongchum / Shutterstock
La Puerta del Sol. Credits Noppasin Wongchum / Shutterstock
Le meraviglie nascoste

Decidiamo di fermarci al Mercato di San Miguel, il primo mercato gastronomico della città. Storia, colori, allegria: nato nel 1916, non smette di regalare gioie al palato. Paella e sangria: un grande classico. Mentre mangio, osservo ciò che mi circonda con occhi colmi di meraviglia. Si possono gustare specialità provenienti da tutta la Spagna. Tapas, Tortillas, formaggi e altre prelibatezze. Ah, che bellezza! «Viva Madrid!» esclamo. Prima di addentrarci nella Madrid culturale – è l’ora di punta, forse è meglio aspettare – facciamo una bella passeggiata sulla Gran Vía, la strada più celebre della capitale, costruita tra il 1910 e il 1929 per collegare il quartiere di Salamanca con quello di Arguelles. Vi si trovano bei palazzi, negozi, librerie, teatri. Due su tutti?  Il Teatro Rialto e il Lope de Vega. La Gran Vía è unica nel suo genere. Il cuore pulsante di Madrid. Prima di andarmene ho fatto un salto nell’antica libreria La Casa del Libro, fondata nel 1923.

La Gran Vía. Credits basiczto / Shutterstock
La Gran Vía. Credits basiczto / Shutterstock
Tra vie e piazze, storie e segreti

Le piazze di Madrid sembrano infinite. Le ho visitate, o meglio esplorate, tutte.

Plaza Mayor. La prima. Elegante e silenziosa, circondata da palazzi e portici, ci ha accolte un pomeriggio di primavera. Che meraviglia la statua equestre di Filippo III. Iniziata da Giambologna e terminata da Pietro Tacca, era situata nella Casa del Campo. Il re sembra sorvegliare attentamente la Casa de Panaderia, splendido edificio barocco  progettato da Diego Sillero. I murales della facciata furono realizzati da Carlos Franco. La statua di Don Chisciotte ci ha accolte invece in Plaza de España, insieme a maestosi edifici come Casa Gallardo, simbolo della Madrid moderna.

La piazza più suggestiva della capitale spagnola è sicuramente Plaza del Dos de Mayo cuore del quartiere di Malasaña. Il monumento che richiama alla memoria la rivolta antinapoleonica del 2 maggio 1808 rende omaggio a due eroi del celebre evento. Attraversando Plaza de Isabel II si arriva in Plaza de Oriente. Ornata da statue di imperatori, siepi e giardini. Al centro campeggia la statua equestre bronzea di Filippo IV, realizzata per volere di Isabella II da Pietro Tacca. La piazza ospita il Palacio Real, in cui vissero i sovrani da Carlo III ad Alfonso III. 

Fu Carlo I, insieme al figlio Filippo II, a trasformarlo in fortezza. Filippo Juvara prima e Juan Bautista Sacchetti poi si occuparono della costruzione. Nel 1738, (finalmente) il mondo potè ammirare l’edificio completato. Oltre 3000 stanze. Meraviglia e incanto. Sogni e magia. La sala da ballo, l’escalera principal, la sala delle guardie, il salone del trono. E tanta, tanta arte. Tiepolo, Luis Morales, Caravaggio, Velázquez, Goya. Credetemi, visitare il Palacio Real è un’esperienza più unica che rara! Ti arricchisce culturalmente e regala sogni e bellezza: riflettendoci, è proprio di questo che abbiamo bisogno.

La statua di García Lorca in Plaza de Santa Ana. Credits Alizada Studios / Shutterstock
La statua di García Lorca in Plaza de Santa Ana. Credits Alizada Studios / Shutterstock

Cuore della Madrid letteraria è senza ombra di dubbio Plaza de Santa Ana. A rapire il mio sguardo è stata la statua di Federico García Lorca, poeta che ho sempre amato.

Durante il tour allo stadio Santiago Bernabeu, la casa del Real Madrid, un madrileno, anzi in questo caso, madridista, mi confessa che dopo la vittoria di un trofeo i tifosi vanno a festeggiare in Plaza de Cibeles. Io non sono tifosa del Real, ma ho visitato (di notte) questa piazza. E la Fuente de la Diosa Cibeles, la fontana simbolo di Madrid, edificata nel 1782.

Sapete qual è la piazza più piccola di Madrid? Plaza de la Paja, sede del meraviglioso Jardín del Príncipe de Anglona e della Capilla del Obispo. La piazza si chiama così perché proprio qui si teneva il mercato della paglia. Una volta in Plaza de la Villa, la più antica di Madrid, si trovava il municipio. Oggi è ricca di architettura, con i suoi tre palazzi che simboleggiano la stratificazione della città. Plaza Lavapiés è a forma di x. Ricca di cultura e bellezza. Ospita il teatro Valle Inclàn e il Mercado di San Fernando, oltre a bar e ristoranti.

Quando si parla di Madrid è facile pensare alla corrida. E così anche noi, spinte dalla curiosità, abbiamo visitato la Plaza de Toros, nella Calle de Alcalà. L’arena di Las Ventas è gigantesca, oltre 23.000 posti a sedere: fu progettata nel 1919 da José Espelius in stile neomudéjar. Nel 1939 venne trasformata in centro di detenzione per volere di Francisco Franco.

La Fuente de Cibeles. Credits Eszter Szadeczky-Kardoss / Shutterstock
La Fuente de Cibeles. Credits Eszter Szadeczky-Kardoss / Shutterstock
Il Paseo del Arte

Dedichiamo all'arte il terzo giorno e il quarto giorno del nostro viaggio. Il primo museo che decidiamo di visitare è il Reina Sofía, situato in un edificio neoclassico. Adibito a ospedale sotto Filippo II e rimasto tale fino al 1965. L’edificio fu ampliato per volere di Carlo III da José de Hermosilla e Francisco Sabatini. Nel 1977 fu dichiarato monumento storico artistico e qualche anno dopo, nel 1980, iniziò il restauro. Nel 1988 l’architetto Ian Ritchie progettò tre torri di ascensori in vetro e acciaio.

Torniamo alle opere custodite all’interno. Ricordo l’emozione prima di varcare la soglia, con gli occhi curiosi di chi ha sempre sognato con l’arte. Dalí, Miró, Gris, Pablo Picasso che con la sua Guernica ha commosso e unito popoli. Visitiamo anche la collezione permanete inaugurata nel 1992 ed esposta al secondo e al quarto piano dell’edificio Sabatini, la biblioteca e l’auditorium. Della collezione permanente ricordo tutte opere del XX secolo. Piccola ma importante curiosità: il Palacio de Cristal e il Palacio Velázquez, le altre due sedi del museo, si trovano nel meraviglioso Parque del Retiro, immerso nel verde.

Il Museo del Prado, aperto al pubblico nel 1819 grazie al sostegno della moglie di Ferdinando VII, Isabella di Braganza, custodisce oltre 8000 quadri e 700 sculture. El Greco, Ribera, Velázquez, Goya, Beato Angelico, Tintoretto, Tiziano, affreschi mozarabici. La Deposizione del maestro fiammingo Van der Weyden. Come il Reina Sofía, anche il Prado possiede una collezione temporanea, situata in un edificio costruito da Rafael Moneo. E ancora sale di lettura, laboratori di restauro, una caffetteria.

Il palazzo di Villahermosa  è la sede del Museo Thyssen Bornemisza. La pinacoteca ospita circa mille opere. Ricordo le espressioni di stupore dei visitatori che insieme a noi entrarono quel giorno. Rinascimento tedesco, impressionismo, espressionismo, pittura americana. Caravaggio, Rubens, Canaletto. L’Arlecchino allo specchio di Picasso. Una mia amica che si è da poco trasferita a Madrid, amante dell’arte e del collezionismo, assidua visitatrice di questo museo, mi ha riferito che da poco al piano terra della pinacoteca sono esposte 180 opere appartenenti alla collezione di Carmen Thyssen, ex modella e attrice spagnola.

Una galleria del Museo del Prado. Credits trabantos / Shutterstock
Una galleria del Museo del Prado. Credits trabantos / Shutterstock

Del Museo del Romanticismo, situato nel Palacio del Marqués de Matallana, ricorderò sempre i manufatti, i mobili e dipinti dell’Ottocento. L’argenteria, le porcellane, i pianoforti che fanno compagnia ai capolavori di grandi artisti come Francisco Goya. Fu invece Carlo III, nel XVIII secolo, a fondare il Museo Nacional de Ciencias Naturales, che in origine si chiamava Real Gabinete de Historia Natural. Oggi ospita esposizioni temporanee e permanenti di biodiversità, vulcanologia, geologia, archeologia. Cosa non dimenticherò mai? Il sorriso e gli occhi colmi di emozione dei tanti bambini presenti. Una piccola curiosità. Nel 1913 Andrew Carnegie, magnate dell'acciaio e filantropo, donò al re Alfonso XIII la copia di uno scheletro di Diplodocus Carnegii. A Madrid non manca nemmeno un museo sulle arti decorative, che possiede 70.000 manufatti.

Credits Museo Nacional de Ciencias Naturales
Credits Museo Nacional de Ciencias Naturales
Curiosità madrilene

Se prima di partire cerco informazioni su storia, arte e tradizioni, appena arrivo mi piace scoprire, da sola o chiacchierando con la gente del posto, le curiosità del posto. Quella che mi ha colpita di più è che il re non vive nel palazzo reale.
Quando nel 1085 la città era sotto il controllo dei mori e le truppe del re Alfonso IV erano alle porte della città, un soldato spagnolo, veloce come un gatto, raggiunse la parte più alta delle mura e sostituì la bandiera moresca con quella cristiana. Fu soprannominato “Gato” e da allora gli abitanti di Madrid si chiamano così.

La Cattedrale di Santa Maria la Real de La Almudena e il Palazzo Reale. Credits ESB Professional / Shutterstock
La Cattedrale di Santa Maria la Real de La Almudena e il Palazzo Reale. Credits ESB Professional / Shutterstock

Due curiosità per gli amanti della cucina spagnola: a Madrid non si cena prima delle 22. A proposito! Ho cenato nel ristorante più antico del mondo: Casa Botín, in Calle Cuchilleros. Fondato nel 1725. Meraviglioso. Magico. Ricco di storia e bontà tipiche come il maialino al latte. Molti scrittori lo hanno menzionato nei loro romanzi. A pochi minuti dal Santiago Bernabeu c’è il Parque de Berlín. Immerso nel verde e nel silenzio, il parco ospita due sezioni del Muro di Berlino (al centro di un laghetto, per essere precisi). Ho poi scoperto che a Madrid le celebri scarpe Espadrillas si chiamano Alpargatas.  All’Antigua Casa Crespo, nella Calle del Divino Pastore, ce ne sono un’infinità. Più che un negozio, sembra un museo!

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