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Monaco, un giro nel Kunstareal, alla scoperta dell'Atene sull'Isar

Redazione

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Il Kunstareal, la nuova zona museale di Monaco che si estende tra Adalbertstrasse e Königsplatz, conta addirittura 17 centri espositivi. In questo articolo vi raccontiamo i nostri preferiti, ma il consiglio, come sempre è di andare a verificare di persona.

I propilei di Königsplatz, Monaco di Baviera
I propilei di Königsplatz, Monaco di Baviera
Königsplatz, guardando all'Acropoli

L’Acropoli di Atene ha fortemente influenzato l’architettura di questa piazza circondata da edifici imponenti come templi antichi. Per enfatizzare ancor di più l’impressione di trovarsi tra i luoghi di culto greci, in genere costruiti tra colline e rilievi, l’architetto realizzò la piazza in modo che, partendo dai palazzi posti ai suoi lati, degradasse dolcemente verso il centro.

Quando, nel XIX secolo, ne ordinò la realizzazione, Ludovico I non aveva alcun progetto specifico per la piazza, desiderava semplicemente che emulasse i canoni estetici antichi. Poi, durante il regime nazista, Hitler la trasformò in una distesa di pietre grigie e fece ricoprire il prato verde con massicce lastre di granito. Solo nel 1988 si tentò di restituire alla piazza il suo aspetto originario. Oggi vi si tengono numerosi concerti e il festival cinematografico Kino Open Air.

Il giardino fiorito della Lenbachhaus, Monaco
Il giardino fiorito della Lenbachhaus, Monaco
Lenbachhaus: a casa del Cavaliere Azzurro

La collezione Blauer Reiter (il movimento artistico del Cavaliere Azzurro) della galleria comunale attira i visitatori come una calamita ed è esposta all’interno di quella che un tempo fu la residenza dell’artista Franz von Lenbach. Grazie a numerose donazioni vi si possono ammirare capolavori dell’arte internazionale, come i dipinti di Alexej Jawlensky, Marianne von Werefkin, Franz Marc, August Macke, Paul Klee e Vassilij Kandinskij, nonché opere di artisti contemporanei di fama mondiale. 

Glyptothek, trionfo del Neoclassicismo
Glyptothek, trionfo del Neoclassicismo
Glyptothek: una collezione regale

È il museo più antico di Monaco: la famosa Antikensammlung (Collezione di antichità) di re Ludovico I aprì le porte al pubblico nel 1830, prima del British Museum a Londra e dell’Hermitage a San Pietroburgo. La Gliptoteca è un vero e proprio gioiello artistico, da diversi punti di vista: si trova in uno dei più notevoli edifici neoclassici della Germania ed è una delle collezioni di sculture più grandiose d’Europa, anche se in realtà le opere esposte sono spesso copie degli originali.

Questo museo, realizzato da Leo von Klenze (1784-1864) sullo stile di un tempio ionico, ospita sculture greche e romane che vanno dal VI secolo a.C. al IV d.C. Tutte le 13 sale del museo meritano di essere visitate, anche solo per un paio di oggetti per stanza. Il cortile interno è un angolo di pace nel trambusto cittadino: la caffetteria all’ombra delle acacie e delle viti rampicanti invita al relax, magari accompagnato da un buon caffè e una fetta di torta. Da luglio a settembre è anche lo scenario di spettacoli teatrali all’aperto che si svolgono ogni giovedì e venerdì. 

Leonardo da Vinci, Madonna del garofano (particolare)
Leonardo da Vinci, Madonna del garofano (particolare)
Alte Pinakothek: una visita a Leonardo?

Tra le opere dei 1400 pittori rappresentati sono esposte la Madonna del Garofano di Leonardo da Vinci e il Matrimonio mistico di Santa Caterina di Lorenzo Lotto. Non è un caso che l’Antica Pinacoteca sia una delle sei più importanti al mondo.

Vi sono rappresentate infatti tutte le scuole della pittura europea, dal Medioevo all’inizio del XIX secolo. La collezione si distingue in particolare per le sale dedicate alla pittura olandese del Quattro e Cinquecento, agli artisti fiamminghi del Seicento, alla pittura italiana dal Quattrocento al Settecento e a quella francese e spagnola del periodo barocco. L’opera più importante e preziosa è il quadro I quattro apostoli di Dürer, del 1526, arrivato a Monaco da Norimberga. Con la realizzazione dell’Alte Pinakothek all’inizio del XIX secolo, Leo von Klenze, l’architetto più famoso alla corte del re Ludovico I, mise in pratica idee architettoniche rivoluzionarie.

Infatti, non solo realizzò i primi lucernari visibili all’interno di un museo, ma introdusse anche una suddivisione degli spazi completamente nuova, determinata dai vari tipi di illuminazione e dall’angolazione della luce, influenzando la costruzione di altri musei europei. Se dopo tutta questa arte iniziate a sentire un certo languorino, fermatevi a fare un picnic sull’enorme parco intorno al museo.

Neue Pinakothek, simbolo della rinascita dell'arte dopo la guerra
Neue Pinakothek, simbolo della rinascita dell'arte dopo la guerra
Neue Pinakothek

A metà del XIX secolo, Ludovico I fondò la Nuova Pinacoteca proprio di fronte a quella più antica. Tuttavia, i danni riportati durante la Seconda guerra mondiale furono tali che si rese necessario abbattere il vecchio edificio realizzato da Klenze. Nel 1981 venne inaugurata la struttura progettata da Alexander von Branca, il più grande complesso museale della Germania, che suscitò un’ondata di entusiasmo, ma anche inevitabili polemiche. Attenzione: in vista di un’ampia ristrutturazione, la Neue Pinakothek sarà chiusa, secondo le previsioni, fino al 2025, ma sarà possibile ammirare una parte dei capolavori del XIX secolo, come le opere degli impressionisti francesi, nell’ala est dell’Alte Pinakothek e nella Schack Galerie.

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