Idee di viaggio

Napoli: un viaggio che fa sempre bene al cuore

Erika Scafuro

Erika Scafuro

Napoli è la città giusta da cui riprendere a viaggiare dopo le chiusure per la pandemia. Il turista viene accolto ed accompagnato in un viaggio che è impossibile da dimenticare. La città partenopea brulica di folklore, storia, tradizioni, cultura. Senza dimenticare il cibo, senza dubbio un valore aggiunto. Trascorrere qualche giorno a Napoli è un’ode alla vita. Scoperta, arricchimento, nutrimento: la vivacità di questa città si presenta sotto diversi aspetti che la rendono unica.

Napoli, Basilica di San Paolo Maggiore
Napoli, Basilica di San Paolo Maggiore
Neapolis, la città greco – romana

Qualunque sia l’itinerario che seguirete per visitare Napoli, il centro antico è una tappa imprescindibile. I tre Decumani sono le strade principali che costituiscono il cuore di Neapolis – dal termine greco che indica la ‘città nuova’ - e che conservano le tracce degli insediamenti greco – romani. È qui che sono racchiusi alcuni degli edifici più significativi e che potrete ammirare la maestosità di Palazzi e Chiese, una commistione di stili architettonici, la ricchezza culturale lascito delle varie dominazioni sulla città. Come si può osservare nella Basilica di San Paolo Maggiore ed in quella di San Lorenzo Maggiore che sorgono nella centralissima Piazza San Gaetano, l’antica agorà.

Poco più avanti il Duomo di Napoli si staglia imponente a ricordare la sua importanza non solo tra i fedeli che qui venerano San Gennaro, patrono di Napoli. Per comprendere quanto il Santo sia caro ai napoletani basta visitare il Museo del Tesoro di San Gennaro che custodisce una consistente collezione di preziosi donati dai devoti.

Quanto a tradizioni percorrere Via San Gregorio Armeno, uno dei simboli di Napoli, mostra il talento degli artigiani che, nelle loro botteghe, lavorano tutto l’anno principalmente alla creazione di sculture per il presepe, non mancano riproduzioni in terracotta di personaggi noti ed i cornetti portafortuna.

Le catacombe di San Gennaro
Le catacombe di San Gennaro
Fra devozione e superstizione

Non solo tesori in superficie, Napoli infatti custodisce tesori sotterranei che sono testimonianza delle varie fasi storiche della città. Preparatevi ad un suggestivo viaggio nel tempo nelle catacombe di San Gennaro (Via Capodimonte, 13), le più importanti del sud Italia. Scavate nel tufo, le catacombe sono strutturate su due livelli e nascono come luogo di sepoltura pagano per poi diventare cristiano con la deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli. 3000 sono le tombe rinvenute nelle catacombe, un numero così esponenziale si spiega con il desiderio di farsi seppellire accanto ad un santo che, successivamente, diverrà San Gennaro.

Le ossa del protettore della città di Napoli furono, in principio, seppellite qui; al livello superiore delle catacombe è ancora possibile osservare la sua tomba.

Il culto dei morti è qualcosa che contraddistingue il popolo napoletano: fra devozione e superstizione, il trapasso delle anime ed il loro legame con i vivi viene accompagnato da tradizioni, storia, mistero. È possibile constatare ciò presso l’ipogeo della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (Via dei Tribunali, 39) nota come la chiesa delle anime pezzentelle. Un culto che prevedeva che, in modo particolare le donne, scegliessero ed adottassero i teschi di sconosciuti prendendosene cura e pregando al fine di rendere il più breve possibile il tempo di queste anime nel Purgatorio.

Napoli: la costa a Marechiaro
Napoli: la costa a Marechiaro
Oltre il classico itinerario

Se desiderate conoscere più a fondo questa città, raggiungete il Museo e Real Bosco di Capodimonte, voluto da Carlo III di Borbone per la posizione privilegiata di questo rione, situato in un punto alto della città e dominante tutto il golfo. e prendetevi una pausa al fresco.

Antica casa di caccia reale, oggi la Reggia ospita collezioni opera dei nomi più rilevanti dell’arte ed un ricco calendario di mostre. Il parco che la circonda è perfetto per rendere la visita ancora più piacevole, fra piante esotiche, alberi secolari ed edifici storici. Come la Chiesa di San Gennaro che, da poco, è stata impreziosita dall’intervento dell’architetto Santiago Calatrava.

Spostandosi verso il Vomero si raggiunge il punto più alto di questo rione collinare con la Certosa di San Martino dalla quale è possibile ammirare tutta la città di Napoli.

Infine il consiglio è quello di concludere la giornata a Marechiaro, a Posillipo: la vista del Vesuvio dal mare rende il tramonto ancora più magico.

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“Porta d’Oriente”: il soprannome di Otranto si riferisce alla posizione, nel punto più a est d’Italia, e all’aspetto, con casette bianche che sembrano uscite da una fiaba delle Mille e una notte. Nei giorni limpidi, all’orizzonte oltre l’Adriatico, si scorgono le coste dell’Albania. D’estate è una meta turistica molto frequentata grazie al curato centro storico, al famoso castello e alla cattedrale che custodisce preziosi mosaici.

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La città conserva un’atmosfera d’altri tempi, ma tanto è immobile la sua architettura medievale, quanto è esuberante e inaspettata la proposta gastronomica e culturale. La realtà è questa: nel Medioevo Asti era la repubblica più potente e ricca del Piemonte, talmente ricca da evitare la distruzione minacciata dall’imperatore Federico Barbarossa semplicemente pagando un riscatto.