Idee di viaggio

Un viaggio nella storia di Reggio Calabria

Erika Scafuro

Erika Scafuro

Reggio Calabria fu tra le città più importanti della Magna Grecia: di quell’epoca custodisce intatto il patrimonio storico e culturale, in cui spicca uno dei tesori più preziosi dell'antichità, i Bronzi di Riace.

Da una parte lo Stretto di Messina, dall’altra le testimonianze storico-archeologiche della città: passeggiando sul Lungomare Italo Falcomatà, quello che Gabriele D’Annunzio definì «Il chilometro più bello d’Italia», è possibile comprendere quanto Reggio Calabria abbia da offrire ai visitatori. In attesa che la vediate di persona, vi accompagniamo in questo affascinante viaggio nella storia della città, alla scoperta del suo profondo legame con la Grecia antica.

Le origini greche della città

L’origine di Reggio Calabria è collegata ai greci provenienti da Calcide che, nel 730 a.C., si insediarono in questo territorio per fondare una colonia in quella che successivamente sarà definita Magna Grecia. Un periodo florido per la città calabrese, che le permetterà di acquisire un prestigio artistico, culturale e storico tuttora apprezzabile. Semidistrutta dai due violenti terremoti del 1783 e del 1908, Reggio Calabria ha mantenuto le preziose tracce lasciate dalla civiltà ellenica. Grazie agli scavi archeologici operati sul territorio furono rivenuti numerosissimi reperti che oggi compongono la più importante collezione dedicata alla Magna Grecia, custodita al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, in Piazza De Nava 26, insieme a uno dei simboli più noti della città, i Bronzi di Riace.

Particolare della Statua A. Credits marcobrivio.photography / Shutterstock
Particolare della Statua A. Credits marcobrivio.photography / Shutterstock
La storia dei Bronzi di Riace

Sono stati questi due uomini di bronzo a impreziosire il già ricchissimo patrimonio storico e culturale di Reggio Calabria. La storia dei Bronzi di Riace inizia con il loro fortuito ritrovamento: il 16 agosto 1972 un giovane sub romano rinvenne, nello specchio d’acqua antistante la spiaggia di Riace Marina, due statue bronzee del V secolo a.C. Dopo il recupero e il restauro, che richiese diversi anni, l’eco dei Bronzi di Riace divenne inarrestabile. Il loro valore è inestimabile: le statue, denominate "A" e "B", rappresentano l’unica testimonianza giunta sino a noi dell'antica scultura bronzea greca (tutto il resto è stato fuso o è andato perduto). I loro corpi straordinariamente definiti, la perfezione che incarnano e la provenienza ignota creano il mistero e il fascino che li contraddistingue.

Dal 1981 i Bronzi di Riace sono esposti al pubblico nella sezione di archeologia subacquea del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; i visitatori possono ammirarli nella sala con accesso limitato, previo processo di decontaminazione per rimuovere eventuali particelle potenzialmente dannose per le statue. Suddiviso in cinque livelli, il museo consente al visitatore di scoprire l’immenso patrimonio storico e culturale legato alla Magna Grecia.

Un tratto del Lungomare Italo Falcomatà. Credits ArTono / Shutterstock
Un tratto del Lungomare Italo Falcomatà. Credits ArTono / Shutterstock
Alla scoperta dei tesori di Reggio Calabria

Percorrere il Lungomare Italo Falcomatà, intitolato al sindaco di Reggio Calabria che diede avvio al processo di riqualificazione della città negli anni Novanta, significa fare un viaggio nella storia per ammirare i tesori lasciati da ogni civiltà. Si incontrano infatti sia il parco archeologico delle mura greche, ulteriore testimonianza del periodo ellenico, sia, nel tratto finale del lungomare, le terme romane. Scoperte in seguito alla ricostruzione post terremoto del 1908, di queste terme si sono conservate, e sono tuttora visibili, gli ambienti del tepidarium e del calidarium, una vasca quadrata per i bagni freddi e un piccolo spogliatoio semicircolare pavimentato a mosaico in bianco e nero.

Ad aggiungere valore al tesoro storico-archeologico di Reggio Calabria concorre lo spazio ipogeo di Piazza Italia che, nei suoi vari strati, documenta le vestigia della città dall’età greca arcaica fino ai primi anni del XIX secolo. Il Castello aragonese in Piazza Castello è uno dei monumenti più rilevanti della città; costruito a scopi difensivi fra il IX e l’XI secolo, in epoca bizantina, rimase un nodo strategico di difesa durante il dominio di normanni, svevi e angioini. Nel corso dei secoli la fortezza subì modifiche, ma fu l’intervento voluto dal re Ferdinando I d’Aragona, con l’aggiunta delle torri merlate, a dare alla struttura l’aspetto odierno, da cui deriva appunto la denominazione “aragonese”.

I bastioni del Castello aragonese. Credits Dionisio iemma / Shutterstock
I bastioni del Castello aragonese. Credits Dionisio iemma / Shutterstock

Una passeggiata sul Lungomare Falcomatà, con la brezza di mare che inebria cuore e polmoni, rende ancora più evidente il motivo per cui i greci abbiano scelto di lasciare a Reggio Calabria preziose tracce del loro passaggio. Riecheggiano ancora oggi storie e leggende dell'epoca, le stesse che ho trovato nelle parole di chi vive la città ogni giorno e ha voluto condividere con me il suo pensiero: «Una passeggiata sul Lungomare Falcomatà, spingendosi fin sopra le meravigliose acque dello Stretto, accanto alla statua della Dea Athena, dove forte è l’eco delle mille leggende che da Colapesce a Morgana aleggiano tra il fruscio delle onde di quel mare che in un abbraccio mitologico si trasforma da Jonio a Tirreno. Quell’affaccio naturale sul porto di Messina e sul Mongibello, il “monte” per gli arabi, l’Etna per il resto del mondo, potenza naturale che regge e governa la vita di coloro che vivono in questo affascinante lembo di terra: estremo sud d’Europa, ma cuore del Mediterraneo».

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