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Un van per la Toscana: che cosa vedere e come scandire un viaggio tra Maremma e Val d'Orcia

francesco giro

Francesco Giro

Quale modo migliore per lasciarsi dietro i fantasmi del periodo se non partire? E se lo si fa a bordo di un van, lo storico pulmino Volkswagen anni ’70, è ancora più bello. Oggi vi racconto la prima parte del mio viaggio on the road nelle meravigliose terre toscane, da sud a nord, dalla Maremma fino alla Val d’Orcia, passando per… no, non corriamo troppo! Gustiamoci l’itinerario chilometro dopo chilometro. Allacciate le cinture e… si parte!

Il van è pronto a partire. Credits Francesco Giro
Il van è pronto a partire. Credits Francesco Giro
Giorno 1 – La Maremma: Principina a Mare e le Terme di Saturnia

Marcia ingranata e via, siamo sopra il nostro van rosso fiammante. Abbiamo stilato un programma giorno per giorno, ora per ora, anche se siamo ben consapevoli che alla fine sarà il Volkswagen a decidere per noi. Inizia ottobre, ma il caldo non lascia tregua. Un paesino sulle sponde tirreniche richiama la nostra attenzione: è Principina a Mare, tranquilla località turistica tanto cara a campeggiatori e camperisti. Qui si nasconde la meravigliosa spiaggia delle Capanne, dove poter rigenerarsi tra un bagno fresco e un picnic all’ombra delle sue… capanne! Pescatori, turisti e abitanti hanno infatti costruito decine e decine di “alloggi” con rami e tronchi, trasformando questa anonima spiaggia in un luogo unico nel suo genere.

Le cascate del Mulino alle Terme di Saturnia. Credits Francesco Giro
Le cascate del Mulino alle Terme di Saturnia. Credits Francesco Giro

Continua il nostro itinerario “bagnato”, questa volta all’aroma di zolfo. Da oltre 3000 anni, le Terme di Saturnia attraggono turisti grazie alle acque termali che sgorgano dalle viscere della terra a una temperatura costante di 37,5°. Lo scrittore Niccolò Ammaniti, nel suo libro Ti prendo e ti porto via, scrive che “già a qualche km dalle Terme di Saturnia l’atmosfera cambia. Il viaggiatore che dovesse passare su quella strada ignorando la presenza di una sorgente termale rimarrebbe come minimo sconcertato”. E non potrebbe avere più ragione. Non lasciatevi ingannare dalle decine di insegne di hotel e centri termali: puntate dritto verso le cascate del Mulino, tanto suggestive quanto gratuite.

Bagno Vignoni e la sua piazza termale. Credits Francesco Giro
Bagno Vignoni e la sua piazza termale. Credits Francesco Giro
Giorno 2 – Val d’Orcia: Bagno Vignoni, San Quirico, Pienza e Montepulciano

Bagno Vignoni è più unica che rara. Un borghetto che nasconde nel suo cuore il gioiello più prezioso: un’enorme piscina termale (49 metri per 29) ubicata proprio nella sua piazza centrale. Risale al Rinascimento ed è stata costruita sopra la fonte di acqua termale di cui beneficiavano gli antichi Romani.

Importante tappa di ristoro lungo la Via Francigena prima, principale centro della Val d’Orcia poi, il borgo etrusco di San Quirico è il punto strategico di cui non potrete fare a meno. Gelato rinfrescante lungo le vie del centro e soprattutto Horti Leonini, un meraviglioso esempio di giardino all’italiana: concedetevi una lenta passeggiata immersi nel loro curatissimo verde. Chi è quel bianco marmo che capeggia al centro? Cosimo III de’ Medici, Granduca di Toscana, noto per aver avuto come precettore Galileo Galilei in persona.

Piazza Grande a Montepulciano. Credits Francesco Giro
Piazza Grande a Montepulciano. Credits Francesco Giro

Da sempre ammirata per la perfezione delle sue forme, Pienza rappresenta il must “architettonico” di questo itinerario. Soprannominata la “Città ideale”, la piccola ma celeberrima cittadina toscana è patrimonio UNESCO. Una chicca: Piazza Pio II è una delle piazze più famose al mondo. Perché? Costruita secondo i dettami dell’architettura dell’illusione, la particolare forma trapezoidale della piazza amplia la visione del visitatore, risaltando la Cattedrale e facendola sembrare molto più grande di quel che è.

Montepulciano meriterebbe di essere descritta con poche ma significative parole: buon vino. Qui arriviamo a sera inoltrata (dopo esserci persi sotto le imponenti mura del Tempio di San Biagio), ma una visita colorata dal rosso del suo celeberrimo Nobile di Montepulciano non può mancare. Se avete più tempo di noi, allora non perdetevi la Piazza Grande e il suo fotogenico pozzo, così come il Palazzo Comunale, quello Nobili-Tarugi e la Torre di Pulcinella, che secondo la leggenda fu donata alla città nel ‘500 da un vescovo partenopeo.

Per oggi può bastare. Troviamo un bel posteggio appartato con l’obiettivo di ricaricare le batterie. Ci vediamo al prossimo articolo per la seconda parte del viaggio!

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